Driiin!… Driiin!… Driiin!… STOP. Sono sveglia. Ho dormito poco. Ho dormito male. Ho dormito? Boh… Guardo il calendario, oggi è 26 aprile, la data è segnata in rosso. Non è domenica, ma è il mio compleanno, o meglio… oggi è il giorno in cui inizierà la mia seconda vita. Oggi finalmente tornerò a giocare. Sono passati 15 lunghissimi mesi, mi sembra un secolo…

Quel giorno lo ricordo ancora bene. Tutti intorno a me, i flash accecanti dei fotografi per la prima volta mi davano fastidio. Devo socchiudere gli occhi. Non mi succedeva dagli esordi. La hall di un hotel gremita di persone, una conferenza stampa diversa dal solito. Quel tappeto poi, non era di mio gradimento… nella posizione in cui mi trovavo però, era l’ultimo dei miei problemi. Me li ricordo bene quei momenti. Il brusio cessato di colpo nel momento in cui ho avvicinato il microfono alle mie labbra. Tutti aspettavano che qualcosa escisse dalla mia bocca. Eccoli lì, pensavano: “si ritira“. Avrei mai potuto annunciare il mio ritiro in un hotel di Los Angeles con quel tappeto così brutto? Mi ero ripromessa di farlo presente allo staff dell’hotel… l’ho dimenticato…

Comunque… ricordo quei momenti come fosse ieri, mi dicevo “Maria stai calma“, “Maria non hai niente da temere“, “Maria hai sbagliato, ma le indagini successive metteranno in luce la tua innocenza“. In parte mi sbagliavo. Ho tirato un bel sospiro di sollievo, le prime parole sono uscite dalla mia bocca. “Ho assunto del Meldonium, una sostanza dopante, non lo sapevo. Scusate“. Avrei dovuto fare più attenzione, oggi lo ammetto. Credevo di potermi fidare del mio staff. È stata una mia mancanza. Io sono io, devo essere perfetta: non posso sbagliare.

Pensavo di essermi tolta un peso. Come si dice? Il peggio è passato. Magari… quelli successivi sono stati mesi d’inferno. Il mondo intero si è sentito in dovere di giudicarmi. Me lo aspettavo. No, non è vero. Non avrei mai pensato che mi sarebbe potuta arrivare addosso un’ondata di cattiverie, frecciatine, veleno, invidia di questa portata. Per quanto io mi sforzi di non ammetterlo, è stato un duro colpo. “Dopata, scorretta, imbrogliona, non ha amiche, è fredda, è cattiva, dovrebbero cancellarla dalla storia del tennis“. Le mie colleghe si sono divertite a giocare al tiro al bersaglio su di me, i giornali hanno fatto il resto.

Alle pugnalate ci sono abituata, non finiranno mai. Ciò che mi ha fatto davvero male è stata la sentenza: 2 anni e una pesante multa da pagare. Non erano i soldi il problema, ne ho abbastanza per comprarmi l’intera WADA e farla diventare una fabbrica delle mie Sugarpova (a proposito ne scarterò una a breve, ho fame). Ma due anni… santa madre Russia, 2 anni di squalifica! Come torno? Quando torno? Non farei meglio a ritirarmi? Ho pensato a tutte queste cose… mi è mancato il respiro. Mi sono rirpesa solo quando successivamente quella squalifica è stata ridotta a 15 mesi. Il primo segno di una fioca luce in fondo ad un tenebroso tunnel che mi ha dato la scossa.
Ogni inizio inizia da una fine. Quindi… RESET. Stacco la spina. Dovevo ritrovare me stessa per prima cosa. Ritornare Masha: forte, determinata, glaciale come l’inverno russo. Emotionless come mi ha insegnato papà… Ho viaggiato. Scoperto. Imparato. Sono partita alla ricerca di me stessa. Ho perso del tempo. Ho preso del tempo, per me. Ho bevuto. Tanto. Lo ammetto, non ho mai bevuto così tanto alcool in tutta la mia vita come in questi 15 mesi. Sono russa, per fortuna l’alcool lo reggo bene. Ho avuto tempo per dedicarmi agli affari, a corsi di economia, alla stesura della mia autobiografia. Ho avuto tempo libero come non mai. I viaggi sugli aerei non erano per lavoro. Stavo tornando. Non ho mai trascurato la linea, ma riprendere gli allenamenti è stata una faticaccia. Non mi mancava la fatica di sicuro, mi mancava la soddisfazione che solo il tennis sa darmi.

Il primo assaggio è stato a Porto Rico contro Monica Puig. Non importava il risultato, contava esserci. Il pubblico non mi aveva dimenticata. I giornali sono tornati a farmi la corte. Li ho lasciati fare. Il telefono squillava. Di colpo sono tornati tutti a cercarmi. Wild Card per Stoccarda? Ok. Wild card per Madrid? Si. Wild Card per Roma? Volentieri. Chi prima mi ha allontanata adesso mi cerca. Le frecciatine velenose non hanno mai smesso di arrivarmi addosso. Potete vincere solo senza di me, senza Vika, senza Serena. Non gli ho dato peso. Sono pronta a tornare. A proposito: Serena starà fuori l’intera stagione. È un segno. Niente e nessuna potrà mettersi fra me e il n°1 del ranking. Buon compleanno Maria, tanti auguri: oggi inizia la mia seconda vita. Mi metto la tuta, preparo il borsone, mi avvio verso l’uscita.
I’m back bitches.
With love,
Maria Sharapova
Alle 18.30 di questo pomeriggio, nel primo turno di Stoccarda, Maria Sharapova tornerà dalla sua squalifica per affrontare il suo primo match ufficiale. Abbiamo provato a ricostruire ciò che Masha potrebbe aver pensato in questi lunghi mesi di assenza. Riflessioni che oggi verranno spazzate via al rumore della prima pallina colpita dalla raccchetta. Bentornata Masha.
