Flavio Briatore non si nasconde dietro le parole quando parla di Jannik Sinner, diventato nuovamente numero uno del mondo dopo la vittoria del master 1000 di Parigi, che divide l’opinione pubblica italiana.
Durante la presentazione del suo nuovo brand nel settore della ristorazione, l’imprenditore piemontese ha lanciato una frecciata al Paese: “In Italia ti perdonano tutto, tranne il successo”.
Un commento diretto, che arriva dopo mesi di polemiche legate non tanto ai risultati sportivi del campione, quanto alla sua vita privata e alle sue scelte personali.
“Per essere benvoluto devi essere un miserabile”
Secondo Briatore, Sinner rappresenta un caso emblematico: un ragazzo talentuoso che, invece di essere sostenuto, viene spesso messo sotto la lente della critica.
“Jannik è un campione straordinario, ma invece di incoraggiarlo si fa sempre di tutto per trovargli un difetto. E perché vive a Monte Carlo, e perché non va al Quirinale, e perché non gioca la Davis…”.
Le contestazioni a Sinner sono ormai note: la residenza all’estero, il rifiuto di partecipare alla Coppa Davis, il mancato incontro con il Presidente della Repubblica, persino le battute sul presepe.
Tutti dettagli che, secondo Briatore, alimentano un malcontento irrazionale tipico di un Paese che “non perdona il successo”.
“Accade a chiunque ce la faccia – aggiunge –. In Italia, per essere benvoluto, devi essere un miserabile”.
“Ora che c’è Sinner siamo tutti tennisti”
Nel suo discorso, Briatore non risparmia un’altra critica al pubblico italiano: la tendenza a salire sul carro del vincitore.
“Adesso che c’è Jannik siamo tutti tennisti. Quando c’era Tomba eravamo tutti sciatori, con Luna Rossa tutti velisti. È sempre la stessa storia”.
Un’osservazione ironica ma pungente, che fotografa bene la volatilità del tifo nazionale, pronto a cambiare sport a seconda dei risultati.
Alla domanda se segua il tennis, la risposta è in pieno stile Briatore:
“Secondo me il tennis è noioso. I primi dieci o quindici tirano tutti forte, uguale. Solo Sinner e Alcaraz sono davvero pazzeschi”.
Le ATP Finals e il richiamo del lavoro
Nonostante l’ammirazione per Sinner, Briatore non potrà restare a Torino per assistere alle ATP Finals, che chiuderanno la stagione del tennis mondiale:
“Ho chiesto al mio manager di contattare Jannik, mi piacerebbe incontrarlo. Ma ho impegni di lavoro in Brasile e a Las Vegas”.
Sempre in viaggio tra un progetto e l’altro, l’ex team manager di Formula 1 riflette sul ruolo dell’imprenditore in Italia:
“La creatività di un imprenditore è creare posti di lavoro e opportunità. Ma nel nostro Paese si perdona tutto, tranne il successo. E questo vale per tutti”.
Conclusione: tra talento e invidia sociale
Le parole di Briatore accendono di nuovo i riflettori su una delle contraddizioni più tipiche dell’Italia: l’amore per i campioni, unito a una sottile diffidenza verso chi riesce davvero.
E Jannik Sinner, simbolo di talento, disciplina e riservatezza, sembra essere oggi l’esempio perfetto di questo paradosso.

