Roger Federer si appresta a tornare in campo anche nel 2020, per continuare a sorprendere ed entusiasmare i tifosi con le sue giocate. Lo svizzero in questo periodo di pausa dalle attività, ha concesso diverse interviste molto interessanti, all’interno delle quali ha parlato della sua vita da tennista: “Siamo fortunati nel tennis, un po’ come un musicista che si esibisce in un tour mondiale. I fan apprezzano sempre che partecipi ad un torneo e non fischiano come negli stadi di calcio. Sei il benvenuto e questa è una sensazione incredibile. Poi posso dire di essere una delle persone che parla di più con i media e ciò mi dà l’opportunità di entrare in contatto con molte persone“, le parole di Roger a Le Parisien.

“Chi pratica questo sport è sempre sotto pressione. Dipende anche da chi sei e da dove vieni. È una situazione complicata da gestire, soprattutto per i giovani. Improvvisamente, sono circondati da agenti e sponsor, guadagnano molti soldi e se provengono da famiglie umili diventa una vera sfida. Viviamo in una bolla e mi piace entrare perché mi diverto ma talvolta mi piace anche abbandonarla perché preferisco essere a casa e vivere la famiglia. Vedersi sempre sotto i riflettori è un test di personalità. Se potessi scegliere un’altra vita? Forse vorrei immedesimarmi in un normale lavoratore per capire come si viva la quotidianità“.
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Nelle ultime ore è trapelata anche un’altra intervista di Federer, riportata da Tennis World USA, all’interno della quale lo svizzero parla del tanto agognato argomento GOAT: “chi è il GOAT? Credo sia più un fenomeno da Social, ma sono ovviamente orgoglioso di far parte di questo gruppo. Il mio obiettivo non è comunque quello di essere ricordato come il giocatore che ha superato tutti i record. Ci sono riuscito, ed è stato fantastico in alcune occasioni, ma non voglio arrivare a vivere nel passato. Non sarebbe da me, ho degli altri obiettivi da raggiungere nella mia carriera. E sono molto orgoglioso di quello che ho fatto. Alla fine siamo ragazzi normali che hanno avuto la fortuna di realizzare i propri sogni. Mi sento ovviamente molto fortunato“.
