Caso Djokovic, prima della partenza una lettera: “soddisfaceva i requisiti per un arrivo senza quarantena in Australia”

Djokovic e la lettera ricevuta prima della partenza verso l'Australia: la rivelazione dei legali del tennista serbo

Il mondo intero sta seguendo con molta attenzione il caso Djokovic: il tennista serbo è ancora recluso al Park Hotel di Melbourne, struttura per gli immigrati, in attesa di conoscere il suo destino. I legali sono riusciti a prendere tempo e rimandare l’espulsione di Djokovic dall’Australia dopo che gli è stato cancellato il visto e stanno lavorando per provare a far rimanere il tennista in terra australiana e magari a farlo partecipare anche agli Australian Open.

Intanto trapelano diverse informazioni: l’ultima di queste è che Djokovic avrebbe ricevuto una lettera dal dipartimento dell’immigrazione australiano pochi giorni prima del suo arrivo a Melbourne, che affermava che il tennista aveva tutti i requisiti per viaggiare senza quarantena, perchè aveva contratto il Covid-19 per la seconda volta a dicembre.

I legali di Dhokovic, nei docimenti del tribunale del circuito federale rilasciati sabato sera, hanno affermato di aver ricevuto questa lettera dal Dipartimento degli affari interni l’1 gennaio. La situazione di Djokovic era stata dunque vautata e “soddisfaceva i requisiti per un arrivo senza quarantena in Australia ove consentito dalla giurisdizione del suo arrivo“.

Secondi i documenti presentati, a Djokovic è stato concesso un visto per entrare in Australia il 18 novembre ed il 30 dicembre ha ricevuto un certificato di esenzione dal capo medico di Tennis Australia. L’esenzione rilevava che il tennista serbo, numero 1 al mondo, era risultato positivo al Covid il 16 dicembre , senza sintomi nelle 72 ore precedenti.

The Age e the Sydney Morning Herald, giornali australiani, hanno visto un documento secondo il quale i giocatori avrebbero dovuto presentare la documentazione necessaria per un’eventuale esenzione vaccinale entro il 10 dicembre 2021 e per questo Djokovic è stato reputato non idoneo a giocare il torneo, perchè non gli era ancora stato diagnosticato il Covid-19.