Djokovic, ancora dubbi sul tampone Covid: mistero su codice e data

Nuovi aggiornamenti sul caso Djokovic, dubbi emersi dal numero di serie dei documenti consegnati

Gli Australian Open sono ormai nella fase finale, è grande attesa per l’ultimo atto, l’italiano Berrettini non è riuscito ad avere la meglio di Nadal. Nel frattempo continua a tenere banco il caso Djokovic: il serbo non ha partecipato alla competizione, è stato allontanato dall’Australia per questione di visto e per la mancata vaccinazione.

Intorno al numero uno al mondo continuano ad esserci dubbi e indagini, come quelle lanciate dalla BBC sulle certificazioni di positività al Covid prese dal serbo per entrare in Australia senza vaccinazione. L’indagine mette in dubbio la veridicità dei documenti presentati. Le certificazioni sono due: la prima sulla positività al Covid datata 16 dicembre, la seconda sulla successiva negatività in data 22 dicembre. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti i numeri di serie dei documenti: quello più recente ha infatti un codice progressivo (7320919) più basso del primo (7371999), nonostante l’emissione nei giorni successivi.

I due test sono stati realizzati in laboratori diversi. E’ emerso un dubbio: non è che ogni laboratorio ha una propria sequenza di codici, indipendente dalle altre? Tra i documenti raccolti ce ne sono due di un altro soggetto che non è Djokovic e tutti e due hanno numeri più bassi a quello di Djokovic che riporta una data precedente. La vicenda è ancora tutta da chiarire.