Dall’allenamento con Nadal ai bombardamenti. Leonid Stanislavskyi non lascia la sua Kharkov, il tennista più anziano al mondo: “ho problemi di udito, riesco a dormire senza sentire niente”

Leonid Stanislavskyi non vuole lasciare la sua Ucraina: la storia del tennista più anziano al mondo, che pochi mesi fa ha realizzato il sogno di giocare con Nadal

La guerra tra Russia e Ucraina racconta ogni giorno incredibili storie. Ad emergere oggi è quella di Leonid Stanislavskyi, il tennista più anziano al mondo.

Lo scorso ottobre, Leonid ha realizzato il suo sogno di poter fare qualche scambio in campo con Rafa Nadal. A 97 anni Leonid ha palleggiato col tennista maiorchino sui campi della Rafa Nadal Academy e adesso si trova nella sua Kharkov, bombardata dai russi.

Leonid Stanislavskyi, che detiene il Guinness dei primati come tennista più anziano al mondo, non ha intenzione di lasciare la sua città, nonostante le insistenti richieste della figlia, che è in Polonia e nonostante la situazione tragica non ha perso il senso dell’umorismo: “non avrei mai pensato di dover vivere un’altra guerra così terrificante, con morti da entrambe le parti, in cui le madri perdono i figli e le mogli i mariti. Mia figlia Tanya è in Polonia e vuole che ci vada. Ma ho deciso di resta qui ho problemi di udito, riesco a dormire la notte senza sentire niente. Spero di vivere fino a 100 anni. Devo sopravvivere a questa guerra terrificante. la guerra è iniziata lo scorso 24 febbraio Sono appena uscito di casa, ho provviste e il frigo è pieno“.

Appena venuto a conoscenza della situazione di Leonid, Nadal non ha esitato a mandargli un bellissimo messaggio: “Caro Leonid, dall’Accademia Rafa Nadal di Movistar ti mandiamo tutto il nostro sostegno in questa difficile situazione. Siamo stati molto felici della tua visita l’anno scorso. Speriamo che, non appena tutto questo sarà finito, potrai tornare a trovarci a Maiorca e giocare sul nostro campo. Grazie anche al nostro allenatore Nata Mordasova per essere un esempio di forza e solidarietà in Accademia“. Intanto l’Accademia Rafa Nadal è diventata anche un rifugio per la giovane tennista ucraina Anastasiia Lopata, che non ha potuto tornare nel suo Paese a causa dell’inizio della guerra.