Correva l’anno 1989 e Chang, americano di origini cinesi aveva solo 17 anni. La federazione gli aveva affiancato Higueras come allenatore. Lo spagnolo era deciso a far esordire il suo pupillo al rinomato Slam francese nella stagione successiva ovvero nel 1990.
Il giovane Chang però aveva piani ben diversi: “perché non quest’anno Josè?” Fu così allora che il giovane esordì a Parigi nell’89. Pur avendo ottenuto già buoni risultati in carriera, Chang veniva considerato come la cenerentola del torneo. Così quando agli ottavi di finale incontrò un certo Lendl sulla sua vittoria nessuno ci avrebbe scommesso una lira. In fondo doveva confrontarsi contro Ivan il terribile, un vero titano del tennis. Quando poi i crampi afflissero il giovane e mingherlino Micheal nel quarto set la partita sembrò già chiusa ai più. Chang però spezzando i ritmi del gioco riuscì ad arrivare al quinto set. Zoppicando vistosamente riuscì comunque a non perdere terreno rispetto a Lendl tra lo stupore e l’incredulità della gente: “è praticamente impossibile che uno zoppo batta Lendl, andiamo al cinema sembra un paradosso”, commentò un cronista dell’epoca.

“Il paradosso” però accadde davvero. Chang non si limitò a vincere l’incontro ma lo fece suo in un modo che dopo anni e anni è ancora impresso nella memoria dei più. Stanco e martoriato fisicamente, conscio che il suo servizio aveva perso molta potenza ha il coraggio di rompere tutti gli schemi: a metà dell’ultimo set decide di improvvisare un colpo a sorpresa: batte dal basso, la palla supera di poco la rete, Lendl avanza per ribatterla e Chang gli sferra un passante vincente. Lendl si arrabbia, non crede nemmeno che quel colpo, che passerà alla storia come la battuta alla Chang, potesse essere permesso dal regolamento. E’ la chiave della partita, il cecoslovacco perde la testa ma prima del definitivo ko lo attende una nuova “beffa”. Sul match point Chang si mette a ricevere a pochi cm dal rettangolo di battuta. Sarebbe bastato buttare di là la palla a Lendl per annullare il punto che avrebbe assegnato la vittoria all’americano. Incredibilmente però fa doppio fallo. Game, set, match Chang. Determinazione, voglia di soffrire e mettersi in gioco. Questi gli ingredienti del trionfo dell’americano. Dopo aver battuto Lendl nessuno lo può più fermare. “Solo se vuoi perdere perderai”, gli disse la madre Batty e lui, di uscire sconfitto da Parigi non ne aveva la minima intenzione. Così fece suoi i quarti, la semifinale e anche la finale. Fu il più giovane vincitore.

Nessuno avrebbe mai pensato che a vincere il torneo femminile l’anno successivo sarebbe stata una ragazzina jugoslava addirittura più giovane di lui. Il suo nome era Monica Seles. Lei di anni ne aveva solo 16 e pochi mesi. In finale sconfisse nientepopodimeno che Steffi Graf e non appagata si ripetè l’anno successivo contro la Sanchez. La ragazza non era solo una meteora. E nel ’92 lo dimostrò concretizzando una storica tripletta grazie a un’altra vittoria sulla tedesca Graf. Monica, vince e convince il pubblico. Ha alle porte una carriera a dir poco promettente. Il 30 aprile del ’93 succede però l’impensabile. Torneo di Amburgo: quarti di finale. Ci troviamo nella pausa del cambio campo e un urlo gela i cuori degli spettatori. Che è successo? Un fan della Graf sorprende alle spalle Monica mentre è intenta a bere e la colpisce con un’accoltellata. La ferita sul corpo di Monica non fu molto profonda ma quel coltello lasciò un segno indelebile nella sua anima. Abbandonò il tennis per un po’ e quando riprese non tornò più ai livelli di prima.Ormai però con le sue imprese la storia l’aveva già scritta.

