Caso doping, l’ex preparatore di Sinner rompe il silenzio

Umberto Ferrara ha fatto luce sulla questione a distanza di un anno dalla positività si Sinner

Dopo oltre un anno di silenzio, Umberto Ferrara, ex preparatore atletico di Jannik Sinner, ha deciso di parlare in seguito alla conclusione del procedimento della WADA, che ha squalificato il tennista per tre mesi. Ferrara ha rivelato che la positività al Clostebol di Sinner è stata causata da un errore del fisioterapista Giacomo Naldi.

Ha spiegato di essere consapevole della presenza di Clostebol nel Trofodermin, un farmaco che utilizzava per una patologia cronica. Per questo motivo, aveva avvertito Naldi del rischio di contaminazione, raccomandandogli di non utilizzarlo a contatto con Sinner.

Non ho consegnato nulla a Naldi, gli ho suggerito l’utilizzo poiché aveva un taglio a un dito che non cicatrizzava e rendeva complicato il suo lavoro“, ha dichiarato Ferrara in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. “Fui molto chiaro nel comunicare a Naldi la natura del prodotto e la necessità che per nessuna ragione dovesse entrare in contatto con Jannik. Infatti ne ho consentito l’uso solo all’interno del mio bagno personale. Naldi non ha negato di essere stato informato, ma ha detto di non ricordare“.

Ferrara ha aggiunto di essere rimasto incredulo e stupito quando ha saputo della positività di Sinner, poiché non avrebbe mai immaginato che Naldi avesse trattato il tennista senza guanti o senza lavarsi le mani dopo aver utilizzato il Trofodermin.

Non avrei mai pensato lo avesse trattato così, proprio per gli avvertimenti che gli avevo fornito e per le sue competenze“, ha affermato Ferrara. “Quando ho avuto la notizia della positività, ho percepito incredulità e stupore. Sentendo parlare di Clostebol, il collegamento con il Trofodermin è stato immediato. In poche ore abbiamo ricostruito i passaggi che hanno portato alla contaminazione di Jannik e ho fornito le prove dell’acquisto dello spray presso una farmacia di Bologna“.

Ferrara ha anche espresso rammarico per la superficialità e la malafede con cui alcune persone hanno trattato la sua posizione nella vicenda, sottolineando che la sentenza del Tribunale Indipendente ha chiarito dinamiche e responsabilità individuali.