Novak Djokovic è ancora ‘detenuto’ al Park Hotel di Melbourne dopo che gli è stato cancellato il visto per un’irregolarità. Considerata la sua celiachia, al tennista serbo sono stati concessi pasti senza glutine in questa sua ‘prigionia’, in attesa di sapere cosa verrà deciso domani: se potrà rimanere o meno in Australia e quindi partecipare agli Australian Open.
Intanto trapelano importanti notizie: secondo l’Herald Sun, giornale australiano, Tennis Australia avrebbe implorato il Dipartimento degli Affari Interni per controllare i documenti per il visto di Djokovic e di altri tennisti prima che questi si imbarcassero per partire verso la terra dei canguri. Una mossa che avrebbe sicuramente evitato tutto il caos creatosi all’arrivo del serbo.
La richiesta di Tennis Australia, però, sarebbe stata rifiutata dai funzionari dipartimentali. Tennis Australia nelle sue lettere ha mostrato tutta la sua preoccupazione sulle esenzioni mediche: “abbiamo esaminato le domande con gli ufficiali competenti all’interno del Dipartimento e con i colleghi del Dipartimento degli affari interni e dell’Australian Border Force“, afferma la lettera del 17 novembre del Dipartimento della salute.
“I viaggiatori che non possono essere vaccinati per motivi medici devono fornire un certificato medico che indichi che non possono essere vaccinati con un vaccino Covid-19 a causa di una condizione medica”. La corrispondenza rivela che Tennis Australia aveva chiesto ad alti funzionari federali “la possibilità di collaborare per fornire certificati per la revisione un certo numero di settimane prima della data di partenza“, ma la proposta è stata respinta perchè “non in grado di fornire e rivedere i certificati, che vengono esaminati al momento del check-in“.
