La finale degli Australian Open 2019 è stata quasi senza storia. Novak Djokovic ha dominato l’incontro per larghi tratti, senza mai dare l’impressione di potersi lasciare sfuggire il 7° trofeo vinto sul cemento di Melbourne in carriera. Il campione serbo si è imposto con il punteggio di 6-3 / 6-2 /6-3 contro Rafa Nadal, non certo l’ultimo arrivato. Vittoria schiacciante per il n°1 al mondo che, d’altra parte, ha fatto piovere qualche critica di troppo su Nadal, autore comunque di un grande torneo.
A tal proposito, Boris Becker, ex coach di Djokovic, in un articolo scritto per The Thimes of India, non si è risparmiato nel sottolineare il dominio di Djokovic, risultando forse un po’ troppo duro nella descrizione della partita giocata da Nadal: “c’erano tante attese su questo match, anche considerando il precedente del 2012, probabilmente la più bella finale della storia degli Australian Open con la vittoria di Novak dopo cinque ore e 53 minuti. Domenica, il serbo si è espresso su un altro livello. Non dobbiamo dimenticare che qui ha vinto, con questa, in sette occasioni. Djokovic ha raggiunto un traguardo mai tagliato prima, diventando il primo uomo capace di vincere sette titoli agli Australian Open. […] Rafa ha iniziato il match un po’ contratto ed intimorito, ha giocato male i primi game. Una volta dato a Novak quel vantaggio, era indietro. Novak stava vicinissimo alla riga di fondo, colpiva con il rovescio come raramente gli avevamo visto fare. Non penso che a Nadal sia stato permesso di giocare. Lui ama gli scambi lunghi, gli piace muovere l’avversario e questo è esattamente ciò che Novak ha fatto con lui. Lo ha spostato da una parte all’altra, ha tenuto il controllo delle operazioni, stando con i piedi sulla riga e sballottando Nadal a destra e a sinistra”.
