Reduce dal successo a Stoccarda, Matteo Berrettini è adesso in campo nel Queen’s, dove ha esordito ieri nei 16esimi di finale, staccando il pass per i quarti, dove sfiderà Kudla, che ha vinto contro Sonego. La preparazione verso Wimbledon prosegue dunque egregiamente per l’azzurro, numero 10 al mondo dopo l’operazione alla mano, ma lo Slam britannico, quest’anno, avrà un sapore differente.
Lo scorso anno Berrettini ha fatto sognare l’Italia intera, arrivando fino in finale a Wimbledon e perdendo poi contro il numero 1 al mondo Novak Djokovic. Quest’anno il tennista italiano punta a confermarsi se non a migliorarsi, ma alla vigilia dello Slam britannico non nasconde tutta la sua delusione.
Gli organizzatori di Wimbledon, infatti, hanno deciso di escludere i tennisti russi e bielorussi a causa della guerra in ucraina, e successivamente l’ATP ha preso la decisione di non assegnare punti. Quest’ultima decisione penalizza molto Berrettini, finalista lo scorso anno: “è una situazione molto difficile da gestire per tutti. Prima di tutto, le persone stanno soffrendo in Ucraina. Nel mio caso è anche complicato perché ho giocato molto bene sull’erba e non importa quanto bene gioco quest’anno. La mia classifica calerà e penso che sia ingiusto. Se la classifica funziona normalmente, più giochi e meglio giochi, migliore sarà la tua classifica. Questo è stato cambiato e non sono d’accordo“, ha affermato prima del suo esordio al Queen’s.
“Nessuno ci ha contattato, nessuno ci ha chiesto la nostra opinione e penso che non si dovrebbe fare così. Forse dovremmo fare qualcosa per evitare questo tipo di decisioni perché penso che sia la decisione più grande che l’ATP abbia preso negli ultimi 20 anni“, ha concluso Berrettini, lamentando il fatto che l’ATP non abbia interpellato i tennisti prima di prendere questa dura decisione.

