Becker esalta Federer e punge (ancora) Djokovic: “Roger come Michael Jordan! Novak ha un problema mentale che…”

Boris Becker è tornato a mettere a confronto il momento di forma di Roger Federer e quello di Novak Djokovic, esaltando lo svizzero e criticando il suo ex pupillo

LaPresse/Reuters
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Becker, il paragone fra Federer e Djokovic fa discutere – Boris Becker l’ha fatto ancora. In una recente intervista l’ex tennista ha messo a confronto Federer e Novak Djokovic, ricoprendo di elogi il primo e sottolinenado il difetti di quello che era il suo ex pupillo. Era già successo qualche settimana fa, quando il tedesco aveva consigliato a Djokovic di prendere spunto dal match fra Federer e Kyrgios e di tornare con la stessa grinta dopo l’infortunio. Questa volta però, le sue parole non sembrano avere alcun secondo fine, il paragone serve solo a sottolineare le enormi difficoltà di Djokovic. “Paragonerei Federer a Pele, Michael Jordan e Muhammad Ali ha detto Becker – È ad un altro livello. Fa qualcosa di impossibile. Attrae milioni di nuovi tifosi che capiscono cosa significano gli anni che passano. Ha fermato il tempo. Gioca come un 25enne e sembra un 25enne, ma la sua carta d’identità dice 35. È una bella cosa. Non dovremmo essere sorpresi da come ha iniziato l’anno perché è il miglior tennista di tutti i tempi“.

LaPresse/Sipa Usa
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Becker, il paragone fra Federer e Djokovic fa discutere – Un elogio enorme che rende il Novak Djokovic, descritto successivamente, piccolo piccolo. Penso che siano cambiate molte cose da quando ha fatto il Grand Slam l’anno scorso al Roland Garros. Era il suo sogno di lunga data, scoppi il palloncino, l’aria esce e non torna – ha spiegato Becker in una racente intervista riportata da ‘TennisWordlItalia’ – Lo spogliatoio non ci dorme: vedono un calo di un top player e vogliono fare l’exploit. Interpretano il suo linguaggio del corpo e giocano contro di lui in maniera intelligente, quindi questo è un altro problema. Quando domini per così tanto tempo e vinci così tante volte, prima o poi le cose cambiano. Ha ancora 29 anni e ha tempo per tornare nella direzione giusta, ma deve farlo presto. Nelle situazioni importanti diventa emotivo e il suo stato d’animo cambia in negativa. Quando la palla non va sulla riga e riceve un time violation, viene influenzato da ciò e se l’anno scorso lo stimolavano a fare di più, quest’anno c’è l’effetto contrario. È un problema mentale, non puoi perdere il diritto o il servizio in una notte“.