Stefania Constantini, l’oro olimpico torna a casa: a Cortina la sfida sul ghiaccio davanti al suo pubblico

A ottocento metri dal ghiaccio olimpico: Stefania Constantini e la sfida di casa a Cortina

Da giovedì, a Cortina d’Ampezzo, Stefania Constantini tornerà sul ghiaccio per difendere il titolo olimpico del doppio misto di curling conquistato nel 2022 insieme a Amos Mosaner. Per lei non è una gara come le altre: è l’atleta che vive più vicino all’impianto dei Giochi. Ottocento metri appena. Ampezzana doc, considera il palaghiaccio la sua seconda casa, anche se non ci sono corsie preferenziali: la pista è nuova e l’ha testata per la prima volta insieme a tutti gli altri. La vera novità sarà il pubblico, perché è la prima volta che in Italia si compete a livelli così alti con il tifo sugli spalti.

Il curling, visto da fuori, sembra semplice: una pietra che scivola e una scopa che spazza. In realtà è un gioco di strategia finissima, più simile a una partita a dama che a una bocciata. Non conta solo dove finisce il disco di granito da 20 chili, ma come ci arriva. Al rilascio la pietra viaggia tra 3,70 e 4,2 metri al secondo; basta variare la spinta di uno o due centimetri al secondo perché la differenza tra un titolo mondiale e una sconfitta si materializzi sul ghiaccio. È una sensibilità che si costruisce in anni di esperienza — Constantini gioca da sempre — e che, nonostante un oro olimpico e un Mondiale in bacheca, può ancora essere affinata.

La prestazione nasce dall’equilibrio tra concentrazione assoluta nel tiro e lucidità nell’analisi del gioco avversario. La spazzata pesa, eccome, ma non può correggere errori gravi nel lancio. Per questo l’allenamento è serrato: sei giorni a settimana, due o tre sessioni al giorno, con doppio lavoro sul ghiaccio e spesso una terza seduta in palestra per rinforzare braccia e gambe e curare l’equilibrio, fondamentale per rendere il gesto tecnico preciso e automatico.

A differenza di altri sport, i curler viaggiano leggeri. Niente pietre in valigia: sono proprietà di club e federazioni. L’unico vero “attrezzo personale” sono le scarpe, cucite su misura e acquistate in Canada. Le scope e i set di pietre si trovano già in pista.

Quando arrivò l’oro alle Olimpiadi, ai Giochi di Olimpiadi Invernali Pechino 2022, Constantini e Mosaner si conoscevano appena. Il doppio misto era una specialità giovane: un abbinamento deciso a tavolino, due professionisti chiamati a diventare partner. Poi l’infortunio di Mosaner li tenne lontani per tre anni; il ritorno insieme ha portato anche un titolo mondiale. Oggi si conoscono a fondo e, oltre a essere compagni di squadra, sono amici.

L’obiettivo è chiaro: vincere e riuscire a godersi il successo, cosa che a Pechino non era stato possibile, travolti dalla velocità degli eventi. A Cortina ci sarà anche la squadra femminile, in una fase di costruzione — l’unico precedente risale a Olimpiadi Invernali Torino 2006 — ma con l’entusiasmo di chi sa di poter ispirare nuove generazioni di ragazze.

Gareggiare a due passi da casa, in una delle località di montagna più celebri ed esclusive del mondo, invita anche a cambiare prospettiva. «Basta dimenticare il nome Cortina», suggerisce Constantini. «Salire in quota di buon’ora, magari a piedi o in bicicletta, guardarsi attorno: si scopre semplicemente un piccolo, meraviglioso borgo di montagna». Un luogo che, per qualche giorno, sarà il centro del curling mondiale — e per Stefania, ancora una volta, il posto dove provare a scrivere la storia.

Ultimi approfondimenti di Sport Invernali