Dorothea Wierer oggi sorride. Non ha paura e vuole godersi ogni momento verso Milano Cortina 2026: “La pressione è e sarà tanta, ovvio. Anche se sono abituata ai grandi appuntamenti, dopo anni di carriera so che dovrò lavorare molto per stare tranquilla e affrontare al meglio le Olimpiadi“. La fuoriclasse azzurra del biathlon, due volte vincitrice della Coppa del Mondo, lo racconta all’Adnkronos cercando di mettere da parte la tensione: “La voglia di assaporare tutto in tranquillità è un obiettivo. Davanti ho però ancora quattro mesi e non voglio pensarci in modo assiduo”.
Dorothea, come sta vivendo questo periodo?
“A livello di allenamento, la situazione è uguale agli anni passati. Siamo abituati ad avere un grande impegno come il Mondiale in quel periodo e cambia poco nella preparazione. La differenza è che non avrei mai immaginato di poter vivere un evento così ad Anterselva, casa mia. Ho già fatto lì il Campionato del mondo 2020, ma le Olimpiadi superano tutto. Sarà pazzesco”.
Come si sta preparando Anterselva a Milano Cortina 2026?
“Durante la preparazione estiva abbiamo fatto un bel ritiro e visto i lavori per i Giochi. Il centro è eccezionale, ormai rappresenta un punto di riferimento a livello mondiale”.
Il biathlon unisce tiro a segno e sci di fondo. Com’è impostata la preparazione degli atleti?
“Dopo una piccola pausa a fine stagione, si parte ad aprile con allenamenti di corsa o bici, con carichi leggeri e in progressione. D’estate si fa molta attenzione ai volumi, aggiungendo lo skiroll e tanta palestra, sempre con corsa e bici per gli allenamenti di lunga durata. Quando arriva l’autunno ci si concentra sull’intensità, guardando al periodo agonistico. Anche con il tiro lavoriamo in progressione, i carichi seguono la preparazione fisica”.
Come si ottimizza la prestazione per essere al top in entrambi gli aspetti?
“Il bello della disciplina sta tutto lì, nel riuscire a combinare sforzo fisico al limite e precisione e rapidità di tiro. È anche la grande difficoltà, concentrarsi nella gestione dei due aspetti influenza tantissimo la prestazione, ma amo il biathlon per questo motivo”.
Ha già partecipato a tre Olimpiadi e vinto tre medaglie. Cosa hanno rappresentato per il suo percorso di crescita?
“Tutte sono state caratterizzate da un grosso senso di appartenenza e di squadra. Non sono mai stata legata troppo ai numeri, però conquistare il bronzo nella sprint a Pechino 2022 dopo i due in staffetta mista a Sochi e Pyeongchang ha completato la mia carriera. La prima medaglia individuale ha un sapore speciale, non lo nego”.
Un anno fa ha vissuto i Giochi di Parigi da inviata per Eurosport. Come si sta dall’altra parte?
“Mi sento fortunata, ho avuto una possibilità importante da atleta degli sport invernali ancora in attività e ne sono consapevole. Stare dall’altra parte mi ha fatto capire quanto lavoro di preparazione e studio ci sia dietro al mondo della tv. È un’esperienza che mi ha arricchita”.
Da qualche anno c’è Sinner a farle compagnia tra gli atleti altoatesini più in vista. Ha conosciuto Jannik?
“Purtroppo non ho mai avuto occasione di incontrarlo, anche se veniamo dalle stesse zone dell’Alto Adige. Lo stimo molto e spero, magari a fine carriera, di assistere dal vivo a una sua partita”.
Entrambi avete cominciato giocando a calcio, seppur in modi diversi, diventando poi i numeri uno nei vostri sport…
“Io però giocavo a pallone solo nel cortile di casa, con i miei fratelli (ride, ndr). Mi piaceva molto ed ero anche portata. Se avessi deciso di continuare, mi sarei divertita”.
Sinner ha scelto il tennis, mettendo da parte anche lo sci, perché “è come una partita a scacchi e il singolo ha la possibilità di determinare”. Lei perché ha optato per il biathlon?
“Intanto, perché lo facevano mio fratello e mia sorella. Ad Anterselva è poi lo sport più praticato e io ero super attratta dal tiro e dall’adrenalina che ti dà in gara. Ogni poligono può influenzare la classifica, non è mai finita fino all’ultimo bersaglio”.
A proposito di ultimi bersagli, in passato ha detto di voler restare in questo mondo dopo l’attività agonistica. Ha pensato al ritiro?
“Le Olimpiadi saranno il mio ultimo grande evento. Poi vedremo, non ho ancora ragionato sul resto, su cosa fare e come farlo. Ora sono concentrata sulla vita da atleta. Posso dire che avrò bisogno di una bella pausa per ricaricare le energie, quello sì. I tanti anni in Coppa del mondo si fanno sentire a livello fisico e mentale. Per intraprendere nuove strade e fare la differenza servirà serenità e un bel pieno di energia”. Parola di fuoriclasse
