
Giornate difficili a Rio de Janeiro per il beach volley italiano: a qualificarsi alle Olimpiadi 2016 sono state due formazioni maschili e una femminile. Ieri però è arrivata la notizia che ha lasciato tutti senza parole: Viktoria Orsi Toth è risultata positiva ad un test antidoping, a causa di una pomata (come successo a Roberta Caputo) che conteneva il clostebol, uno steroide anabolizzante. L’azzurra è stata quindi sospesa dal TNA (anche se ha chiesto le controanalisi) e dovrebbe essere sostituita dalla statunitense naturalizzata italiana Rebecca Perry.
A prendere le difese della Orsi Toth c’è il collega Adrian Ignacio Carambula Raurich, originario dell’Uruguay che farà coppia con Alex Ranghieri nel beach volley maschile. L’azzurro, appena venuto a conoscenza della positività della Orsi Toth ha scritto il suo parere sui suoi profili social: “stiamo parlando di una pomata ragazzi!!! Io sto con te Viki e solo aspetto da cuore che questo si risolva a tempo.#forzaviki ??”. Effettivamente, anche in questo caso, se si dovesse riscontrare la sostanza all’interno della pomata, sarebbe davvero uno smacco per la carriera della pallavolista che con sudore e fatica ha lavorato per coronare il sogno di andare a Rio 2016. Non si può buttare al vento una grossa opportunità come questa, e una simile leggerezza non può essere così distruttiva per un atleta. Si parla di una pomata non di uso massiccio di sostanze vietate dalla WADA o peggio di uso di cocaina o di altre sostanze che aumentano la prestazione fisica o le performance atletiche. Per una pomata non si può subire una tale pressione negativa. #IostoconViki.
