Blue Whale Game, incastrata la prima ‘curatrice’ italiana: costringeva una 12enne a fare cose orribili

Da quando sono venute a galla le dinamiche del Blue Whale Game i casi su cui s'indaga sono sempre di più, ecco come la Polizia ha incastrato la prima presunta curatrice italiana

Blue Whale Game, incastrata la prima ‘curatrice’ italiana – Sono passati ormai diverse settimane da quando il mondo è venuto a conoscenza del macabro ‘Blue Whale Game‘, quello che potrebbe essere tradotto come ‘Il Gioco della Balena Blu’: una pratica che non ha nulla a che fare con un ‘gioco’. Si tratta più di un percorso, un macabro rituale che ha preso il via dalla Russia e ha già portato alla morte diverse centinaia di bambini. 50 giorni di agonia, 50 sfide, nelle quali le vittime, per lo più ragazzini dai 9 ai 17 anni, arrivano ad infliggersi autolesioni, a subire un vero e proprio brainwash da parte di un tutor (il curatore) e infine a suicidarsi.

Blue Whale Game, incastrata la prima ‘curatrice’ italiana – Anche nel nostro Paese hanno iniziato a circolare diverse storie che sfumano fra verità e finzione portate a galla soprattutto dal programma di Italia Uno ‘Le Iene’. Questa volta però è proprio la Polizia ad indagare sul primo curatore italiano. Una ragazza milanese di 20 anni infatti sarebbe responsabile di aver coinvolto una ragazzina di 12 anni in queste strane dinamiche. La ragazza avrebbe chiesto alla vittima su Instagram di farsi dei tagli e mostrarglieli attraverso foto (proprio come il ‘gioco’ richiede sia fatto). Nei prossimi giorni il computer e il telefonino della presunta prima curatrice italiana saranno analizzati per confermare o no la pesante accusa a suo carico.