Tuffi: Santoro dall’oro Mondiale all’università di Miami, ‘ho deciso di cogliere l’occasione’

Matteo Santoro si è risvegliato campione del mondo insieme alla sua amica geniale Chiara Pellacani

Matteo Santoro si è risvegliato campione del mondo insieme alla sua amica geniale Chiara Pellacani con cui ha scritto una nuova pagina della storia dei tuffi italiani. “Dopo ieri non mi aspettavo di avere questo atteggiamento in gara -ha spiegato l’azzurro-. Sono contento proprio dell’atteggiamento. Al primo mondiale a livello individuale ho gestito bene la gara; c’è stata una piccola distrazione sul terzo tuffo ma poi sono riuscito a rimettermi in gara. Dopo ieri ho detto, io domani ho l’individuale, come faccio? Invece sono riuscito a gestirlo, sia durante l’allenamento che nella gara stessa. C’era tanta gente dai tre metri e allora sono andato a provare le basi dal trampolino da uno ed ho fatto soltanto un salto da tre”.

Matteo Santoro, 18 anni, romano e romanista, che a metà agosto si trasferirà negli Stati Uniti, a Miami, per studiare economia nella stessa università di Chiara Pellacani, tesserato per MR Sport F.lli Marconi e Marina Militare e allenato da Alice Palmieri, ha già stabilito due record nella sua giovane e promettente carriera. E’ stato il più giovane medagliato della storia dei tuffi italiana in un mondiale dopo l’argento conquistato nel sincro in coppia con Pellacani a Budapest 2022 e sempre con Chiara ha vinto mercoledì 30 luglio la prima medaglia d’oro di un coppia italiane ai mondiali.

Non sa ancora se parteciperà ai campionati assoluti dall’8 al 10 agosto a Roma (“decido insieme agli allenatori a fine mondiale”) e si sta preparando per andare a Miami. “Parto a metà agosto, il 15 e andrò nella stessa università dove studia Chiara per frequentare tutto il corso di economia che durerà quattro anni. Mi allenerò a Miami e verrò in Italia per le gare e i collegiali. Inizialmente non ero propenso ad andare in America, non mi attraeva e dicevo che l’unico posto che poteva piacermi era Miami. A settembre mi hanno scritto ed ho avuto un momento di panico: ho parlato con mio padre e mia madre, con i miei allenatori, con Chiara stessa chiedendo consigli. Non ero convinto completamente, poi tutti mi hanno detto che si tratta di una cosa che accade una volta nella vita ed alla fine ho deciso di cogliere l’occasione. Mi hanno organizzato una visita a gennaio, mi sono fatto un weekend a Miami e da li ho deciso e firmato la borsa di studio”.