Il Settebello si è qualificato ieri alle semifinali dei Mondiali di nuoto di Kazan, battendo l’Ungheria, campione mondiale in carica, 7-8 in una partita eccezionale. Adesso gli azzurri affronteranno domani in semifinale un’altra temibile nazionale balcanica, la Serbia che ieri ha asfaltato gli Stati Uniti 12-7. Ma l’Italia non ha paura, è carica e compatta e ha tanta voglia di andare fino in fondo a questo Mondiale. A dircelo è Alex Giorgetti, attaccante 27enne della nazionale italiana di pallanuoto e della Pro Recco, con la quale quest’anno ha conquistato il “triplete”.

Quanto è stato duro ma soddisfacente battere i maestri dell’Ungheria?
“Tutte le partite sono dure, ieri eravamo sicuri della vittoria perché abbiamo guardato gli avversari negli occhi e li abbiamo visti impauriti e deboli. I maestri adesso devono dimostrare di esserlo, perchè noi siamo più forti di loro e l’Italia c’è!“
Quale è stato il punto chiave che vi ha fatto vincere ieri?
“Il fatto di averci creduto da subito. Eravamo lì sul pezzo, grintosi e freddi. Abbiamo fatto un salto di maturità negli ultimi minuti, durante i quali siamo riusciti ad essere cinici e a sfruttare la superiorità numerica. Cosa che gli ungheresi non sono riusciti a fare“.

Qual è l’obiettivo del Settebello?
“Arrivare fino in fondo, manca poco, ci crediamo. Adesso dobbiamo affrontare la Serbia che è la squadra più forte del momento, ma noi siamo molto compatti e ce la possiamo fare!“
Adesso con quale spirito arrivate alla semifinale con la Serbia?
“I serbi sicuramente ci hanno visto, e sanno che non abbiamo paura. Affronteremo la partita con la stessa aggressività e lo stesso cuore di sempre, ma con un po’ più di attenzione, perchè loro hanno una tenuta mentale formidabile“.

Quali sono i punti deboli e quelli di forza della Serbia che ieri ha asfaltato gli USA?
“Hanno sicuramente un attacco formidabile, segnano da tutte le parti. Il punto debole forse è il portiere“.
Tutte le semifinaliste sono squadre della vecchia scuola della pallanuoto italo-balcanica, come leggi questo fatto?
“Secondo me sono passate le più forti, le squadre che se lo sono meritato. Anche l’Australia ci è andata vicino. Non è un ritorno al passato“.
Come stai vivendo questa esperienza a Kazan?
“Bene, molto bene. Sono focalizzato sull’obiettivo del Settebello: arrivare fino in fondo“.
Cosa significa per te essere un giocatore della Nazionale italiana?
“Sono molto orgoglioso. E’ il sogno di tutti gli sportivi, che sin da bambini desiderano indossare quella casacca azzurra. E’ veramente il massimo!“







