Quanto pesa l’oro di Paltrinieri? Gregorio svela ogni particolare della sua vittoria: “io e la Ferrari ci abbiamo messo il cuore”

Gregorio Paltrinieri è oro ai Mondiali di Budapest 2017, ecco cosa ha svelato il nuotatore campione del mondo dei 1500sl in una lunga intervista post gara

Gregorio Paltrinieri ai Mondiali di Budapest 2017 ha conquistato l’oro nei 1500sl. Lo steso oro che lo aveva portato sul tetto del mondo alle Olimpiadi di Rio 2016. Il campione del nuoto italiano ha commentato a Gazzetta dello Sport il suo trionfo raccontando minuziosamente i dettegli di una gara perfetta.

Gian Mattia D’Alberto /LaPresse

Ho fatto una gara intelligente, – ha ammesso Paltrinieri vedevo che Mikha non cedeva mai, ma ai 1300 ho strappato potente e mi sono detto: questa è l’ultima possibilità che ho per vincere, darò l’anima ma non voglio arrivare dietro, all’ultima vasca quello mi batte. Ma… ha cominciato a girarmi la testa, non sapevo più dove mi trovassi, a ogni virata non ci capivo più nulla, spingevo ed è servito quell’attacco, son contento di averla gestita così”.

E’ stata una delle gare più difficili della mia vita e mi interessava solo toccare davanti. – ha detto svelando i particolari della gara che l’hanno portato all’oro – Non ho mai pensato al tempo. Viaggiavo sotto il record come sempre, ma è venuta fuori una gara diversa, tirata, 14’35” va bene”.

“E’ arrivata la conferma mondiale: dal 2014 vinco solo io, arriva gente nuova che mi stimola, mi fa andare sempre forte”. “Son contento per l’australiano e mi dispiace per Gabriele, – ha affermato Paltrinieri parlando dei rivali e del compagno – ma lui è stato grandioso per tutta la settimana. E son contento per la doppietta Ferrari, sarei andato a vedere il Gran Premio se non avessi avuto la gara. Ci siamo fatti valere entrambi, ci abbiamo messo il cuore io e le Ferrari”. 

“C’è stata la paura di perdere ancora, – ha detto poi  parlando del bronzo degli 800sl – è tornato l’incubo in questi giorni in camera. Mi chiedevo: ma perché non dovrei vincerli io i 1500? Cosa non ho per vincere, cosa manca? Perciò sono doppiamente soddisfatto: ero arrivato ben allenato, dopo una brutta gara mi chiedevo cosa avessi sbagliato. Avevo euforia e poi pessimismo e questo creava insicurezza”.

Gian Mattia D’Alberto /LaPresse

Non me l’aspettavo. -ha ammesso Gregorio parlando della gara di Romanchuk (secondo sul gradino del podio) – Non è finita nelle ultime vasche esaltandomi come in passato, ma soffrendo, non potevo gioire fino all’ultima vasca. È stato bello anche così”. E sull’esultanza dice: “avevo solo voglia di urlare, mi sono tolto tanti pesi. Ho fatto una gara intelligente e ribaltato una situazione negativa”.

Non dovrei essere dispiaciuto per una medaglia mondiale ma se si esce dall’acqua non contenti sembra che qualcosa non va. – continua commentando ancora una volta quel bronzo che brucia –  Sono maturo per gestire tutte le situazioni, anche se nelle ultime due vasche ero morto”. “Sono entrambe una mia priorità per il futuro”, svela sulle gare di fondo e degli 800. “Era programmata questa nuova parentesi. A me piace provare sempre cose nuove”, dice sulla parentesi in Australia in ci andrà presto. E sull’aver eguagliato due colossi del nuoto come Filippo Magnini e Federica Pellegrini ammette soddisfatto infine: “ho raggiunto due miti”.