
Alessandro De Rose: la sua storia racchiusa nei tatuaggi – La vita dà, la vita toglie… e a volte sa essere proprio stronza. Storie come questa che stiamo per raccontarvi però, nascondono sempre un messaggio che sarebbe meglio ricordarsi, soprattutto nelle difficoltà: prima o poi ci sarà sempre un’occasione di riscatto. Lo sa bene Alessandro De Rose, il giovane tuffatore azzurro che ieri ha conquistato un bronzo olimpico, insperato, ai Mondiali di Nuoto di Budapest 2017. De Rose si è classificato terzo quasi per uno scherzo del destino: il favorito per l’oro, Gary Hunt, ha clamorosamente sbagliato l’ultimo tuffo.

Alessandro De Rose: la sua storia racchiusa nei tatuaggi – Un bronzo dedicato al papà, figura che ne ha segnato l’esistenza. Ne abbiamo parlato prima, Alessandro sa quanto la vita può essere stronza, l’ha imparato sulla sua pelle, è il caso di dirlo. La sua storia è riassunta in una serie di tatuaggi, ne abbiamo contati 16, ma forse qualcuno ci sarà scappato. Un eccesso di inchiostro su un’anima sofferente, quella di un ragazzo che a 14 anni ha perso il padre e ha giurato vendetta, verso la vita. Un urlo nero racchiuso in due pistole tatuate sulla schiena. “La mia vendetta. Dopo la morte di mio padre, la mia famiglia ha avuto grosse difficoltà economiche e la piscina dove andavo mi ha buttato fuori. – ha raccontato Alessandro a “La Stampa” – Mi ha costretto ad abbandonare la mia passione e di fatto, poi, ad emigrare. Gliel’ho giurata. Ora ho smaltito e poi ho vinto io: sto a un Mondiale. Ma le pistole stanno lì. Non si sa mai“.
Alessandro De Rose: la sua storia racchiusa nei tatuaggi – Per Alessandro fu difficile ricominciare. La sua famiglia faceva fatica ad arrivare a fine mese, i soldi scarseggiavano e non potè più permettersi di pagare l’accesso alle piscine per continuare a nuotare. Il sentimento di vendetta sfociò nell’autolesionismo. A 18 anni per fortuna Alessandro trovò la forza per uscire fuori da questo tunnel pericoloso, proprio grazie allo sport, per un’ altra coincidenza del destino: si liberò un posto gli show acrobatici dello Zoo Marine di Torvajanica e Alessandro tornò a tuffarsi. “Mi ricordo che quando arrivai lì e vidi il palco così alto, 20 metri, pensai: ‘voi siete pazzi’. – racconta Alessandro – Ma poi fu un turbine di emozioni, la gente che ti acclamava, le urla ogni volta che uscivi dall’acqua. Ripresi confidenza con i tuffi e volevo di più, andare sempre più in alto. Volevo che il trampolino fosse sempre più lontano da terra. Attenzione, all’inizio avevo paura, mi tremavano le gambe. Oggi lanciarmi è diventata una droga. L’emozione che provi è la cosa che più si avvicina al volo libero“.

Alessandro De Rose: la sua storia racchiusa nei tatuaggi – Alessandro emigrò a Londra per lavoro e ricominciò a coltivare la sua passione per i tuffi. Poi la chiamata al Red Bull Cliff Diving e la conseguente vittoria della tappa di Polignano a Mare lo lanciarono verso il bronzo del Mondiale di Budapest. Alessandro oggi è un ragazzo completamente diverso, nei suoi occhi brilla la luce di chi è riuscito a superare ogni ostacolo nella sua vita. Quel desiderio di vendetta si è trasformato in rivincita: sul suo polso destro è impresso un machete che gli ricorda dei tagli che si infliggeva da ragazzo, un passato al quale guardare con rispetto, che gli è servito a crescere. Il bronzo l’ha dedicato al papà, è la chiusura del cerchio: un tuffo che sa di liberazione.
Vi abbiamo parlato di tanti tatuaggi, ognuno con un significato diverso: se la storia di Alessandro vi ha colpito, nella nostra gallery iniziale vi proponiamo tutte le foto e i significati dei suoi particolari tattoo!
















