Europei di nuoto 2026, l’Italia vola a Parigi: Ceccon e Curtis guidano l’Italnuoto da record

Dopo tre giornate di gare in vasca, l’Italnuoto ha già conquistato 8 medaglie: 2 ori, 2 argenti e 4 bronzi

Gli Europei di nuoto di Parigi stanno confermando una volta di più la profondità del movimento italiano. Dopo tre giornate di gare in vasca, l’Italnuoto ha già conquistato 8 medaglie: 2 ori, 2 argenti e 4 bronzi, con prestazioni di altissimo livello, record italiani e, soprattutto, un clamoroso record mondiale firmato Sara Curtis. 

La rassegna continentale, in programma all’Olympic Aquatic Centre di Parigi fino al 16 agosto, è ancora lunga, ma il bilancio azzurro è già estremamente positivo. E tra i protagonisti c’è praticamente tutta la nuova generazione del nuoto italiano, accanto ai campioni ormai affermati.

Ceccon, il bronzo con record italiano

Il nome più atteso era inevitabilmente quello di Thomas Ceccon, e il campione olimpico dei 100 dorso non ha deluso.

Dopo il quarto posto nei 50 farfalla nella prima giornata, Ceccon ha centrato il podio nei 200 dorso, una gara nella quale è riuscito a migliorare il proprio record italiano. Il veneto ha chiuso in 1’53″96, conquistando il bronzo alle spalle dell’ungherese Hubert Kos, oro in 1’53″08, e del greco Apostolos Siskos, argento in 1’53″81.

È un risultato importante anche perché Ceccon era entrato in finale con l’ottavo tempo, dopo una semifinale nella quale aveva dovuto gestire anche il ravvicinato impegno nei 50 farfalla. La condizione, però, sembra essere cresciuta progressivamente.

E Ceccon non ha intenzione di fermarsi: nella quarta giornata ha superato anche le batterie dei 50 dorso, qualificandosi per la semifinale con 24″75. Davanti a lui, tra gli altri, il fuoriclasse russo Kliment Kolesnikov, autore del miglior tempo in 24″12. 

Sara Curtis, dalla prima medaglia al record del mondo

Se c’è però un volto che sta letteralmente illuminando questi Europei, è quello di Sara Curtis.

La velocista piemontese aveva già scritto una pagina storica conquistando il bronzo nei 100 stile libero, prima medaglia internazionale individuale in vasca lunga della sua carriera. Curtis ha nuotato 52″72, a soli tre centesimi dal proprio record italiano, chiudendo alle spalle delle olandesi Marrit Steenbergen e Milou van Wijk. 

Ma il capolavoro è arrivato nella semifinale dei 50 dorso.

Curtis ha fermato il cronometro a 26″63, demolendo il precedente record mondiale di Kaylee McKeown e diventando la nuova primatista del mondo della distanza. Un miglioramento enorme rispetto al 26″86 precedente e un risultato che ha lasciato incredula la stessa azzurra. 

Il dato è ancora più significativo perché Curtis era arrivata a Parigi dopo aver già stabilito a Roma, al Sette Colli, il record europeo della distanza in 27″07. Nel giro di poche settimane è passata dunque dal primato continentale a quello mondiale. 

E la serata del 12 agosto è stata quasi surreale: dopo il record mondiale, Curtis ha nuotato una frazione da 52″29 nella 4×100 stile libero, trascinando l’Italia all’argento con il nuovo record italiano di 3’33″19. L’Olanda ha vinto in 3’31″89, nuovo record dei campionati. 

Ora l’attesa è tutta per la finale dei 50 dorso: Curtis partirà con il peso, enorme, di essere la donna da battere.

Martinenghi e Cerasuolo: la rana azzurra fa paura

La seconda giornata aveva già regalato una delle immagini più belle della spedizione italiana.

Nei 100 rana, Nicolò Martinenghi ha conquistato l’oro in 58″58, tornando sul gradino più alto del podio europeo. Alle sue spalle, bronzo, si è piazzato il compagno di nazionale Simone Cerasuolo, autore di una gara coraggiosa e chiusa in 58″90. Tra i due si è inserito il russo Ivan Kozhakin. 

Per Martinenghi si tratta di un risultato dal peso particolare: dopo l’oro di Roma 2022, il varesino è diventato soltanto il secondo italiano della storia, dopo Domenico Fioravanti, a vincere due volte il titolo europeo dei 100 rana. Dal 2021, inoltre, Martinenghi non è mai sceso dal podio nei 100 rana nei grandi appuntamenti in vasca lunga. 

Cerasuolo, invece, conferma di essere ormai una certezza anche sulla distanza olimpica, dopo il titolo mondiale conquistato nei 50 rana. La sensazione è che la rivalità interna possa diventare una delle grandi risorse dell’Italia nei prossimi anni.

Quadarella, ancora regina degli 800

L’altra medaglia d’oro italiana della seconda giornata porta il nome di Simona Quadarella.

La romana ha vinto gli 800 stile libero in 8’15″55, precedendo la tedesca Isabel Gose e la connazionale Maya Werner. È il quarto titolo europeo della carriera nella distanza, dopo quelli conquistati a Glasgow 2018, Budapest 2021 e Roma 2022. Un record storico: nessuna atleta europea aveva mai vinto quattro volte il titolo continentale degli 800. 

Quadarella sarà poi attesa nei 1500, dove punta ad arricchire ulteriormente un palmarès continentale già straordinario.

Benedetta Pilato torna sul podio

Anche Benedetta Pilato ha lasciato il segno.

La pugliese ha conquistato il bronzo nei 100 rana con 1’05″89, dopo essere passata in testa a metà gara. L’oro è andato alla britannica Angharad Evans, argento per l’irlandese Mona McSharry. 

Per Pilato è un podio importante soprattutto in prospettiva: dopo un periodo non semplice, il terzo posto europeo rappresenta un segnale di continuità e fiducia.

Razzetti e la prima giornata subito da podio

L’Italia aveva aperto la rassegna con l’argento di Alberto Razzetti nei 400 misti.

Il ligure ha chiuso in 4’10″40, alle spalle del russo Ilya Borodin, autore del record dei campionati in 4’08″17. Razzetti è rimasto vicino al proprio record italiano di 4’09″29, confermandosi tra i grandi interpreti europei della specialità. 

La prima giornata aveva inoltre mostrato la crescita dello stile libero italiano: la 4×200 maschile è arrivata quarta, a meno di sei decimi dal bronzo, con uno straordinario Carlos D’Ambrosio capace di nuotare la prima frazione in 1’44″72, nuovo record italiano individuale. 

D’Ambrosio, il futuro è già presente

Proprio D’Ambrosio è uno degli azzurri da seguire con maggiore attenzione.

Il diciannovenne ha confermato il proprio talento anche nella quarta giornata, qualificandosi per la semifinale dei 200 stile libero con il diciassettesimo tempo utile, 1’47″16. L’accesso alla semifinale è arrivato con il brivido, ma il suo vero obiettivo sarà avvicinare il proprio livello massimo e il record italiano di 1’44″72, stabilito nella staffetta. 

Il suo percorso racconta bene la direzione dell’Italnuoto: accanto ai campioni affermati c’è una generazione di ragazzi capaci di inserirsi immediatamente ai massimi livelli.

E oggi? Curtis punta al titolo, Ceccon torna in acqua

La quarta giornata è già cominciata e gli azzurri hanno superato diversi turni importanti.

Oltre a D’Ambrosio nei 200 stile libero, hanno conquistato la semifinale Anita Gastaldi nei 100 farfalla, Michele Lamberti e Thomas Ceccon nei 50 dorso, oltre a Lisa Angiolini e Anna Pirovano nei 200 rana. 

Ma naturalmente gli occhi saranno soprattutto sulla finale dei 50 dorso femminili, dove Sara Curtis proverà a trasformare il record mondiale in una medaglia d’oro europea.

E per Ceccon ci sarà un’altra occasione nei 50 dorso, distanza nella quale l’Italia può ambire a un’altra finale di altissimo livello.

Un’Italia profonda, non soltanto una squadra di stelle

La fotografia più interessante di questi Europei è forse proprio questa: l’Italia non sta vivendo la manifestazione sulle imprese di uno o due fuoriclasse.

Ci sono Ceccon e Curtis, certo. Ma ci sono anche Martinenghi, Quadarella, Cerasuolo, Pilato, Razzetti, D’Ambrosio, le staffette e una serie di atleti che stanno entrando nelle finali o nelle semifinali con continuità.

Dopo tre giornate di gare in vasca, il bottino è di 8 medaglie, ma il dato più incoraggiante sono i numerosi piazzamenti di vertice e i record cronometrici. La stessa Federazione sottolinea come la squadra sia arrivata a Parigi con una formazione molto ampia e competitiva, e i primi giorni sembrano confermare le aspettative. 

Gli Europei sono ancora a metà del loro percorso. E se la prima parte ha già regalato un record mondiale, due ori, due argenti e quattro bronzi, la sensazione è che l’Italnuoto abbia ancora parecchie cartucce da sparare.

La prima, stasera, sarà proprio quella di Sara Curtis.