
Nella giornata di ieri il giornale britannico ‘The Times‘ ha sganciato la bomba: il quotidiano ha avanzato sospetti sulla Federnuoto di Mosca ipotizzando un uso sistematico di sostanze proibite. Il tutto sarebbe coordinato dal dottor Sergei Portugalov, al fine del miglioramento delle prestazioni. “Non c’è dubbio che le inquietanti indiscrezioni di un sistema doping nel nuoto russo debbano essere approfondite” spiega il presidente della Wada Craig Reedie che ha poi spiegato di aver contattato la Fina, la federazione mondiale del nuoto, e sta pensando di istituire una commissione indipendente per indagare sulla vicenda. “Dopo aver raccolto le prove, la Wada renderà noto quale tipo di indagine metterà in essere e come la porterà avanti –prosegue Craig Reedie-. L’Agenzia e i suoi partner non si fanno illusioni circa le sfide che li attendono per difendere l’integrità dello sport. Gli atleti puliti sono giustamente preoccupati che i loro diritti vengano indeboliti da una minoranza che sceglie di doparsi“. La Fina ha dichiarato di esser pronta a far luce su qualsiasi caso di doping ma di “non essere in possesso di alcuna prova certa su un doping sistematico nel nuoto russo“.

