Guai per Filippo Magnini. Il caso doping, che lo vede coinvolto al fianco del dietologo Guido Porcellini (suo mentore dal 2015 al 2017), potrebbe costare caro all’ex nuotatore della Nazionale italiana. Il 36enne di Pesaro, che si era dichiarato ad ottobre del tutto estraneo alle accuse rivoltegli (consumo o tentato consumo di sostanze dopanti e favoreggiamento), rischia adesso una lunga squalifica. A Filippo vengono ora contestati anche i reati di somministrazione o tentata somministrazione di sostanza vietata, per cui la Procura di Nado Italia potrebbe richiedere ben otto anni di squalifica. Ad aggravare la posizione di Magnini una serie di prove che andrebbero contro il nuotatore e che farebbero pensare ad un suo effettivo coinvolgimento nel ‘caso Porcellini’. Contro lo sportivo italiano ci sono prove quali un bonifico da 1.200 euro, una richiesta di ‘funghi’ a Santucci, una frase compromettente nell’interrogatorio di aprile e la richiesta a Porcellini di ‘consigli’ per un amico.
Doping, Magnini nei guai: spunta un altro capo d’accusa, richiesti 8 anni di squalifica
Filippo Magnini, che si dichiara estraneo ai reati contestatigli, potrebbe incorrere in una squalifica di 8 anni: ecco la richiesta fatta dalla Procura anti-doping
