Doping – Caso Magnini, parla il legale di Porcellini: ”Filippo? Ecco la verità”

Il legale del medico nutrizionista Porcellini fa chiarezza sul caso che ha coinvolto Filippo Magnini

Una brutta notizia ieri ha colpito il mondo del nuoto italiano: Filippo Magnini è indagato dalla Procura antidoping di Nado Italia in base agli atti dell’inchiesta della Procura di Pesaro nei confronti del nutrizionista Porcellini. Il capitano della Nazionale azzurra di nuoto è indagato per la violazione degli articoli 2.2 e 2.9 del codice Wada, ovvero uso o tentato uso di sostanze stupefacenti e favoreggiamento. Con Magnini è indagato, solo per favoreggiamento, anche il collega Michele Santucci.

Marco Alpozzi /LaPresse

Il campione italiano ha già espresso il suo parere, nella serata di ieri, con un tweet, mentre è arrivato oggi un commento del legale del nutrizionista Porcellini: “devo ribadire la totale e completa estraneità di Filippo Magnini e di altri atleti dall’inchiesta pesarese. In primo luogo devo ribadire la assoluta correttezza professionale dell’operato del dottor Porcellini, il medico sportivo più vincente oggi in Italia nelle varie discipline, tramite i suoi pazienti È quanto ha precisato l’avvocato ravennate Francesco Manetti difensore del dottor Guido Porcellini e di Antonio De Grandis nel procedimento penale aperto dalla Procura di Pesaro”, ha dichiarato Francesco Manetti difensore del dottor Guido Porcellini e di Antonio De Grandis nel procedimento penale aperto dalla Procura di Pesaro, come riportato da La Gazzetta dello Sport.

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Non è mai stata reperita né una prescrizione illecita né una sostanza ricollegabile a una pratica dopante di atleti professionisti, e siamo fiduciosi che il processo che inizierà il prossimo 7 novembre davanti al Tribunale di Pesaro accerterà la realtà dei fatti e restituirà onorabilità ai miei assistiti. De Grandis, “è un amico personale del dottor Porcellini e pur avendo un passato di rugbista non ricopre alcuna carica in nessuna società o associazione sportiva, esercita l’attività di fonico ed è apprezzato a livello nazionale e internazionale, immaginarlo dopatore di atleti è una cosa che non ha attinenza con la realtà”, ha continuato il ravennate

Voglio infine ribadire la totale e completa estraneità di Magnini e di altri atleti dalla inchiesta pesarese: la sua unica funzione processuale sarà, eventualmente, quella di teste a discarico della difesa, vista la sua correttezza e specchiata reputazione. I miei assistiti hanno totale fiducia che l’istruttoria processuale dimostrerà la totale infondatezza di qualunque ipotesi di doping sportivo, locale e nazionale”, ha concluso.