Tra gioie ‘mondiali’ e temi attuali, il 2017 di Federica Pellegrini: “m’inspiro a Buffon, molestie sessuali? Nel mondo del nuoto esistono”

Federica Pellegrini, tutto quello che questo 2017 le ha regalato e le ha tolto: le '50 sfumature' delle campionessa italiana del nuoto

Federica Pellegrini, tutto quello che c’è dietro la campionessa e la donna. Mille interviste hanno cercato di cogliere l’essenza della campionessa della Nazionale Italiana, così introversa e così clamorosamente vincente. Forse però questa ‘chiacchierata’, realizzata da Lea Capizzi per Sky Sport 24, è riuscita a scavare a fondo all’anima della nuotatrice italiana. Federica Pellegrini nel bar di famiglia, ‘Il Gin Tonic’, pare rilassata e felice al fianco dei suoi genitori che la guardano con amore e stima. Così si incomincia tirando le somme di questo 2017 appena terminato.

Si, sono serena. – confida Federica Pellegrini alla giornalista Sky – Questo 2017 mi ha emozionato regalandomi il titolo da Campionessa del Mondo. A distanza di tanti anni dai grandi successi di Roma 2009, Shanghai 2011, l’oro olimpico di Pechino 2008, insomma tante medaglie dopo ho ritrovato l’oro che mi mancava. E sono felice che la gente abbia seguito il mio percorso, dalla delusione e rabbia – per il quarto posto di Rio 2016 – non mi ha più mollato fino a un anno dopo. Ho percepito un calore e un coinvolgimento incredibile. Per una volta nella mia vita posso dire che in quella piscina di Budapest è stato capito tutto ciò che c’era dietro, ciò che è stato fatto.

La medaglia di Budapest, però non cancella la delusione dell’Olimpiade di Rio de Janeiro. Un’amarezza spiegata in un post social subito dopo quel maledetto quarto posto.

Quel post su Instagram l’ho scritto all’alba mentre stavo veramente male, mi sentivo svuotata. Avevo la convinzione di non aver sbagliato niente con il mio team, in primis con il mio allenatore Matteo Giunta. Non potevamo rimproverarci di nulla, c’era stato un impegno totale. Forse l’unica cosa che avremmo potuto fare era quella di programmare un ritiro in altura – in montagna, a oltre 2000 metri – a ridosso dell’Olimpiade. In Italia non lo aveva mai fatto nessuno. E infatti prima dei Mondiali quest’anno l’abbiamo sperimentato, con allenamenti in quota fino alla settimana prima di Budapest. Io sono grata a quello che è stato fatto quest’anno. A Budapest è arrivato il risultato che volevo per chiudere il cerchio dei miei 200 stile libero. Ho ottenuto ciò che desideravo: volevo che fosse proprio così il mio ultimo ricordo nel nuoto, da vincitrice. Certo, avrei voluto farlo a Rio… ma da lì in poi ho capito che avrei dovuto continuare ricercando il mio Santo Graal. Si, sono fortunata perché l’ho trovato presto, a solo un anno di distanza. Per carità, dietro c’è stata tanta sofferenza, un lavoro maniacale, molti sacrifici. La mia famiglia mi prendeva in giro: sembri rinchiusa in un convento, sempre ad allenarti senza staccare.

Ripensando a Bolt ed al mancato oro ai mondiali di atletica di Londra c’è anche da mettere in conto un finale di carriera senza oro, Federica Pellegrini però si pone un altro modello, questa volta tutto italiano.

Sono conscia che non capita a tutti gli atleti questa fortuna. Un esempio più vicino a me, per la nostra storia, per la nostra longevità, al quale ho spesso guardato, sentendolo vicino, è Gigi Buffon. Il suo essere arrivato ad un passo dalla conquista della Champions League e poi il voler continuare proprio per non finire con l’amaro in bocca la carriera. Il mio augurio per lui è che riesca a trovare la sua ‘gara perfetta’ per essere in pace. Però capisco che è molto difficile. Ho deciso di continuare fino a Tokyo 2020. Voglio levarmi qualche sfizio, il che non significa vincere medaglie mondiali, olimpiche, o stabilire record del Mondo. E’ un’altra ottica. Vuol dire provare una cosa che non ho mai provato. Per non aver rimpianti, per non chiedermi tra 10 anni: cavoli, e se avessi provato quella strada?

Sulla scelta di abbandonare i 200sl di cui è campionessa del mondo in carica, per dedicarsi ai 100sl Federica Pellegrini svela:

Io il pallino della velocità l’ho sempre avuto. La mia prima convocazione in nazionale azzurra nel 2004 l’ho ottenuta proprio dopo aver realizzato il miglior tempo mondiale nei 100 stile. Perché quindi non provare questa nuova strada? Più che altro per me, per una mia soddisfazione personale. Di sicuro non mi sarei immaginata di essere ancora nuotatrice a 30 anni. Onestamente però non mi sento una trentenne. Cioè… mi fa impressione pure dirlo. E’una cifra tonda che riempie la bocca solo a pronunciarla: t-r-e-n-t-a.

Dall’indiscusso talento in piscina fino alla vita sentimentale. Federica Pellegrini parla ancora una volta di Filippo Magnini:

Penso ci sia bisogno di un po’ di tempo per assimilarlo proprio per il fatto che siamo stati insieme tanti anni. Però devo dire che la fine di questo amore non mi ha indurito caratterialmente. Quello che cerco dalle persone intorno a me, riguardo agli affetti, non è cambiato molto. E’ sempre la stessa cosa. Rimango una sognatrice. 

Dalla timidezza all’apparire un «pò stronza», Federica Pellegrini spiega i segreti del suo carattere:

Io ero fondamentalmente una bambina molto introversa quindi per me il nuoto era lo sport ideale, da sola in acqua. Quella era la mia vita. Non mi interessava molto tutto il contorno – le interviste, le foto – perché lo vedevo come una distrazione, mi sembrava addirittura mi togliesse un pezzettino nel rapporto intimo con il nuoto. Apparivo come una musona, con le spalle chiuse, ero sempre in protezione di me stessa. Ho dato la prima intervista a 13 anni. E’ logico, il pensiero e il modo di vedere le cose poi cambiano, con gli anni qualche angolino si è smussato, però sono sempre stata me stessa, sempre schietta. Ho un carattere abbastanza forte, è vero, ma sostanzialmente mi reputo una persona molto sensibile. Alcune volte avrei fatto bene a stare zitta, ma non perché non pensassi ciò che ho detto. Diciamo che ho prestato il fianco alle interpretazioni più cattive. Qualcuno ci ha marciato pure. Poter spiegare le cose a microfono spento è un conto, a microfono acceso è un altro. Però sai che c’è? Con il tempo molti hanno capito. La gente non è stupida, percepisce se una è sincera o meno.

Sui buoni propositi del 2018 Federica Pellegrini non ha dubbi, come sul regalo di Natale più bello che ha ricevuto.

Imparare assolutamente l’inglese, me lo impongo. Lo parlo maluccio, in più sapendo di parlucchiarlo male non lo parlo proprio. Non sono una che si butta, devo essere preparata. Da gennaio mi metto d’impegno. – sul dono speciale invece ammette – Il regalo dei miei genitori, una penna. La mia prima penna seria”. La userò per scrivere, sono una grafomane. Scrivo sempre e spesso, in qualsiasi occasione, mi appunto tutto, dai miei pensieri alla lista della spesa.

Su un tema caldo e delicato come quello delle molestie sessuali sulle donne, Federica svela l’amara verità anche all’interno del mondo del nuoto.

Si, ce ne sono. Purtroppo anche nel nostro mondo del nuoto. Non diventano casi eclatanti perché non riguardano atlete famose o importanti. Capitasse a me la notizia finirebbe su tutti i giornali, questo intendo. Invece i casi di molestie nelle piscine rimangono nell’anonimato perché magari ne sono vittime delle povere ragazzine.

Un messaggio importante, infine, Federica Pellegrini lo manda a questo proposito a tutte le ragazzine vittime o potenziali vittime di queste brutalità.

Prima cosa bisogna volersi bene, bisogna denunciare subito qualsiasi episodio. Bisogna avere una famiglia presente, una famiglia che capisce, o comunque avere qualcuno vicino di fidato che può capire. Negli ultimi anni sono girate pure tante foto di ragazzine nude, girate nel mondo delle piscine intendo. Un fenomeno che mi preoccupa. Posso dire una cosa? Mi voglio rivolgere direttamente alle ragazzine del nostro ambiente, ancora minorenni: non mandate foto in giro perché non serve a niente. Non serve veramente a niente mostrare le tette o il culo. Il vero amore lo troverete tra 20 anni e di sicuro non vi sceglierà perché gli manderete una foto ignuda. Per favore, smettete questo circolo vizioso.