Palermo, Zamparini attacca il Parma: la querelle Calaiò fa discutere

Il presidente del Palermo Zamparini crede fermamente nella possibilità di giocare in Serie A nella prossima stagione al posto del Parma

“Non sappiamo ancora se siamo in B e in A, aspettiamo ancora qualche giorno. Io sono molto fiducioso per l’appello, perché quando hai ragione al 100 percento di solito poi la giustizia ti dà ragione”. Lo dice il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, riferendosi alla decisione del Tribunale federale nazionale della Figc di sanzionare il Parma con 5 punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di serie A, escludendo quindi almeno in primo grado la più pesante retrocessione del club emiliano. “Italia scandalizzata? Si era già scandalizzata per quanto successo col Frosinone e si sta giustamente scandalizzando per una gestione politica della giustizia, anche quella sportiva, che non va bene. Impariamo dal calcio inglese, da loro non succederebbe mai una cosa del genere. E’ molto importante che un giocatore che ha denunciato questa cosa la ritenesse un reato, quanti messaggi sono arrivati agli altri che non sono stati denunciati?”, ha aggiunto il patron del club rosanero, facendo poi riferimento ad altri messaggi inviati da Emanuele Calaiò che non sono stati presi in considerazione in primo grado. “Io penso che la procura o noi come società faremo istanza per andare a prendere i tabulati. Il fatto che sorvolino su una cosa fondamentale è veramente una cosa brutta e strana, noi vogliamo che i tabulati vengano fuori. Chiedere danni al Parma? Io penso che avremo ragione e non dovremo chiedere i danni. Non voglio andare in serie A imbrogliando -ha concluso Zamparini- ma certe squadre si trovano in A con un comportamento non consono al mondo dello sport”. (Spr/AdnKronos)