La partita Padova-Vicenza di Coppa Italia, prevista per oggi alle 14.30, non si giocherà. Un gruppo di tifosi, circa 700, si sono radunati, in via Schio, per impedire la partenza del pullman con a bordo i giocatori della Berretti. Sarebbero stati loro, secondo il volere della società berica, a dover scendere in campo, alle 14.30, per il match dell’Euganeo. Sin dal primo mattino, però, lo zoccolo duro dei tifosi vicentini (circa 300) si era dato appuntamento per presidiare il portone del Menti fino alle 15, orario in cui sarebbe stato inutile partire per Padova. Con il passare dei minuti, e con il tam-tam mediatico, i sostenitori biancorossi sono aumentati notevolmente, raddoppiando di numero, e chiedendo un confronto con mister Zanini al quale, in tarda mattinata, hanno ribadito la ferma intenzione di non voler far partire la squadra. Invano il patron Sanfilippo, la consulente Cinzia Tosini (destinata a diventare il nuovo amministratore delegato tra lunedì e martedi’) e il gm Enzo Ometto, hanno aspettato novità. I tifosi hanno tenuto duro costringendo la Questura ad annullare la partita. Il Padova avrà la vittoria a tavolino mentre la società berica emanava questo comunicato stampa.
“A fronte della presenza di donne e bambini, le forze dell’ordine fanno sapere di non aver abbastanza personale che possa garantire la possibilità d’uscita del pullman e che non sarà fattibile la sua partenza. La questura segnala oltre 1000 persone davanti al cancello, dalle foto e dalle dichiarazioni di alcuni giornalisti presenti sembrano decisamente meno, circa 300. “A fronte della circostanza creatasi la partita dovràintendersi a tutti gli effetti annullata – prosegue la nota del club biancorosso -. Ci riserveremo di quantificare i danni e di individuare i responsabili dello stesso. Vicenza si ritiene rammaricata del comportamento non giustificato da parte dei tifosi in quanto coloro che erano stati scelti per disputare la partita in evento sono comunque tesserati della società. L’aver limitato la libertà di scelta di questi ragazzi, riteniamo sia decisamente lesiva della libertà di pensiero degli stessi”. (ITALPRESS).
