Gli sportivi hanno fanno una vita da ‘privilegiati’, ma capita spesso che quando la loro passione si trasformi in fonte di stress a causa della troppa aspettativa sui risultati (che non arrivano), anche la loro situazione può precipitare.
Stefanos Tsitsipas, intervistato dal sito ATP, ha spiegato la sua situazione: “credo di dovermi rilassare di più e di dovermi godere il gioco. Penso anche di non poter giocare ogni punto al massimo. Ho avuto una grande annata nel 2019, e sarà ancora più dura farlo quest’anno, ma con una formula differente. Non voglio replicare quanto fatto, voglio fare meglio, voglio sempre avere di più dal mio tennis. Ho avuto un brusco calo la scorsa estate. Cercavo di migliorare, e invece ho iniziato ad andare indietro, succede di lavorare e sforzarsi tanto da ottenere l’effetto opposto da quello voluto. Per cambiare ho avuto bisogno di rilassarmi e abbassare le mie aspettative. Dovevo solo divertirmi, non pensare a stravincere, perché non si può fare tutto alla perfezione. Il ‘burnout’ è un insieme di fattori, come lo stress prima e dopo le partite, o il desiderio di raggiungere gli obiettivi a tutti i costi. Di sicuro è più mentale che fisico, e nel mio caso in particolare viene dal fatto che mi prendessi troppo sul serio, che mi aspettassi troppo, che pretendessi troppo da me stesso. La chiave dovrebbe essere di trovare un buon equilibrio dentro e fuori dal campo, e di vedere il tennis come un gioco, e non come un lavoro. Ora gestisco meglio le energie, so quando spingere e quando essere più saggio“.
