Giovanni Trapattoni prossimo 80enne: “seguo sempre il calcio, ma voglio dedicare del tempo alla famiglia”

Giovanni Trapattoni si appresta a spegnere ben 80 candeline, un traguardo importante per l'ex tecnico che resta un grande osservatore del calcio mondiale

I miei progetti per i prossimi anni? Per il momento mi sto godendo la pensione per stare vicino alla mia famiglia. Devo ammettere che da allenatore non sono stato un nonno esemplare. Ero sempre via e anche quando ero a casa pensavo troppo al calcio. Ora invece sto cercando di riguadagnare quel tempo. A 80 non posso fare molti progetti per il futuro. Diciamo che mi sento come se avessi terminato i 90 minuti della mia partita. Da ora in poi inizia il golden gol!”. Giovanni Trapattoni scherza così sulla sua età in un’intervista concessa all’agenzia tedesca Dpa a pochi giorni dal suo compleanno. Il mito della panchina, che spegnerà 80 candeline il prossimo 17 marzo, torna sulla sua esperienza da allenatore in Germania, dove negli anni Novanta ha vinto un titolo in Bundesliga con il Bayern Monaco: “Sicuramente l’ostacolo più difficile è stata la lingua. Un avversario veramente tosto e che avevo sottovalutato”, ammette il Trap, diventato una figura di culto anche grazie al celebre sfogo in tedesco durante una conferenza stampa: “Come potrei andare fiero di una sfuriata in cui ho fatto un sacco di errori grammaticali. Sinceramente –racconta oggi– non mi sarei mai aspettato che quella conferenza rimanesse popolare ancora dopo vent’anni. Una spiegazione potrebbe essere il lato tragicomico e inaspettato di quella conferenza. Nessuno si sarebbe mai aspettato una tale reazione da un allenatore del Bayern“.

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Twitter @brunolonghi7

Trapattoni tocca poi alcuni temi di attualità e si sofferma anche sulla ricostruzione della nazionale italiana affidata a Roberto Mancini: “Ci vuole del tempo per ricostruire. Al giorno d’oggi tutti pretendono che arrivino i risultati e i successi in tempo zero. Ma ci vuole pazienza. Ho molta fiducia in Mancini e sono sicuro che farà bene. Se ho seguito i Mondiali in Russia anche se l’Italia non c’era? Certo -risponde-, credo che lo sport non debba essere usato come una maschera per il nazionalismo“. Intanto, alle soglie degli 80 anni, Trapattoni sta diventando un fenomeno social: “Più che stare attento ai like a me interessa il contatto con le persone e quello che posso ancora comunicare. Aiutato da mio nipote leggo personalmente i messaggi che ricevo dai fan e rispondo. Devo anche dire che mi diverto a fare i post. Voglio esprimere un grazie di cuore a tutti quelli che mi mandano messaggi di stima e affetto“. (Spr/AdnKronos)