Prima tappa positiva per Vincenzo Nibali al Tour of the Alps, il corridore della Bahrain Merida ha chiuso al diciassettesimo posto dopo aver messo in mostra un bello scatto a 13 km dal traguardo.

Un attacco leggermente telefonato come ha spiegato Nibali ai microfoni della Gazzetta dello Sport, che tuttavia lo Squalo si è sentito di fare per mettere alla prova i propri avversari: “stavo bene, ho sentito che si poteva provare qualcosa. Le sensazioni erano buone. La squadra ha fatto un lavoro ottimo, Agnoli mi ha tirato bene nel prendere la salita. Quando sono partito, però, è venuto fuori un attacco mezzo telefonato. Lo scatto è stato deciso, ma mi è saltata la catena, se ne sono accorti tutti. Però mi sono detto che ormai dovevo tirare dritto per vedere che cosa succedeva. Avevo il cuore in gola, è stata una accelerazione violenta. Ho sperato di arrivare al traguardo, Majka ha collaborato da subito, conosce bene queste zone perché il suo team fa base qui vicino. Sivakov era un po’ in debito, e all’inizio ha dato meno aiuto. Dietro, ha inseguito l’Astana: normale, hanno Pello Bilbao in forma e non volevano che perdesse secondi. Sky, poi, cambierà nome e mi sembra abbia tutta l’intenzione di chiudere con un successo. Questa è una corsa molto bella e importante, un appuntamento chiave verso il Giro senza dimenticare che domenica farò la Liegi-Bastogne-Liegi. Sono stato dall’1 al 15 aprile in altura a Tenerife, mi sono allenato bene senza perdere neppure un giorno, il tempo è stato ottimo. Qui in gara però si fanno dei lavori fondamentali. Cerco il risultato, ma anche e soprattutto le sensazioni giuste“.

Lo Squalo si è poi soffermato sulla sua stagione: “senza dubbio ho sofferto, perché ho cominciato più tardi e per una questione di equilibrio posturale. La mia schiena è cambiata dopo l’incidente all’ultimo Tour. Ma tutto sta procedendo bene. Sono tranquillo, però qualche dubbio c’è sempre. Qui un’ulteriore incognita è il meteo. Abbiamo trovato il caldo ma forse ora potrebbe peggiorare. L’anniversario della morte di Scarponi? Certo che ci ho pensato. Ma in realtà… non avrei voluto, nel senso che vorrei che questo giorno non arrivasse mai. Vorrei che Michele fosse ancora qui con noi, a ridere e a scherzare. A fare il Michele”.
