Tour de France – Nibali, i consigli a Fabio Aru e quella chat privata: “ecco cosa deve fare adesso”

Vincenzo Nibali e la gioia di vedere il suo amico ed ex compagno Fabio Aru in giallo: le sensazioni dello Squalo dello Stretto, tra consigli, pregi e simpatici retroscena

Fortissime emozioni nella dodicesima tappa del Tour de France. A trionfare è stato un eccezionale Romain Bardet, ma la festa è stata tutta per Fabio Aru che è riuscito a staccare di dosso a Froome la maglia gialla. E’ quindi il sardo dell’Astana il nuovo leader della classifica generale. Ma non bisogna ancora montarsi la testa, bensì rimanere concentrati per le difficili tappe che ancora devono arrivare, proprio come spiegato da Vincenzo Nibali, caro amico di Aru, intervistato da La Gazzetta dello Sport: “il Tour è ancora lungo, ma Fabio ha fatto benissimo a sfruttare l’occasione. Lui su quelle rampe quando scatta fa male e sta correndo molto bene. Ed è nella condizione di forma della vita. Come spesso accade, non tutti i mali vengono per nuocere...”.

Noi della “zona Ticino” — io, Aru, Gasparotto… — abbiamo una chat privata. Ci alleniamo assieme e siamo amici. A Fabio toccherà pagare la cena. Il posto lo sceglie Gasparotto perché oltre a mangiare bene bisogna anche bere bene“, ha scherzato poi lo Squalo dello Stretto.

Il siciliano ha poi elencato le qualità del suo ex compagno di squadra: “le qualità le ha dimostrate da subito, già al Giro 2013 (vinto da Vincenzo, ndr). In più, sapeva di essere forte, forse non s’immaginava di essere subito protagonista. È testardo, cocciuto, duro e ha grinta. Si fissa un obiettivo e fino a quando non lo raggiunge non si dà pace. A me chiedeva consigli su tutto: allenamenti, alimentazione, gestione della squadra… È una spugna. Poi non gli sfugge nulla, impara con gli occhi”.

Se per molti Nibali e Aru possono esser simili, lo Squalo ha spiegato perchè in realtà non è così: “mah, in realtà siamo un po’ diversi. Lui è più scalatore, io più passista. Io sono più pesante, lui credo che sia attorno ai 59 chili. E questa differenza di peso in salita si sente. Sulle rampe secche gli permette di fare la differenza. Io sono più potente, lui è più agile. Io sono anche un pochino più adatto alle crono rispetto a lui“.

 

Il Tour è ancora lungo, molto lungo. Fabio deve guadagnare ancora tempo perché, nella crono di Marsiglia, Froome è avvantaggiato. Fabio deve attaccare ancora. Attaccare“, ha concluso Nibali.