Il tennis, come ogni altro sport che si rispetti, guarda al futuro pensando a come possa migliorarsi. Spesso il miglioramento coincide con l’introduzione di nuove regole, cambi di format o aggiunte tecnologiche che permettano di adeguarsi all’evoluzione del gioco. L’ultima introduzione è lo shot clock, l’orologio in campo che limita le ‘perdite di tempo’ al servizio. Il giovane Alexander Zverev ha speso parole positive per il nuovo esperimento, spiegando però che il suo gioco non cambierà di una virgola: “Shot clock? Ce lo hanno spiegato. È un cambiamento. È positivo che lo provino prima degli US Open. Sono uno dei giocatori più veloci del circuito, quindi non penso cambierà molto. Sarà importante ascoltare le reazioni dei giocatori, le loro opinioni. Utilizzarlo per spezzare il ritmo? Non faccio queste cose. Cerco solo di giocare meglio del mio avversario. Non cerco di spezzare il ritmo al mio avversario andando magari in bagno dopo aver perso il primo set 6-0“.
A lezione di sportività da Zverev: “shot clock? Io non spezzo il ritmo dei miei avversari, gioco pulito”
Alexander Zverev ha commentato l’introduzione dello shot clock, spiegando di non aver bisogno di regole che limitino le perdite di tempo

