Un nuovo figlio e il sogno Roland Garros, a tutto Fognini: “mi godo tutto, ma avevo toccato il fondo”

Il tennista italiano ha parlato della vittoria al Masters 1000 di Montecarlo, svelando poi i suoi obiettivi

Primo Masters 1000 in carriera, ottenuto all’età di 31 anni e 10 mesi. Fabio Fognini trionfa a Montecarlo strappando così un piccolo record anche a Rafa Nadal, essendo adesso proprio l’azzurro il vincitore più anziano del torneo monegasco.

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Un successo davvero esaltante, che il tennista di Arma di Taggia ha raccontato così ai microfoni della Gazzetta dello Sport: “la prima sensazione è che sono riuscito a coronare il sogno che inseguivo da bambino. Montecarlo è un torneo speciale, si gioca a pochi chilometri da dove sono nato e quindi in tribuna la famiglia e gli amici creano un’atmosfera particolare. E poi su questi campi mi sono allenato da ragazzino e in quei giorni mi capitava spesso di sognare di vincerlo, anche se poi mi mettevo a ridere perché la consideravo una pazzia. Diciamo che è una sorta di magia che si realizza. Ho attraversato tanti periodi buoni e altri negativi, magari ti senti al top e non vinci e invece ottieni risultati quando ti sembra di non stare troppo bene. La top ten? Ogni volta che vinco o attraverso un buon periodo, me lo chiedete. In Italia è così, in una settimana sono passato dalle stalle alle stelle, ma accetto tutto. Sono felice di aver alzato il trofeo e mi godo il momento. Anche perché ho potuto regalarlo a mamma che compiva gli anni“.

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Su Nadal, Fognini poi svela: “quella con Rafa è stata senza dubbio la miglior partita del mio torneo, perché ho sempre tenuto un livello molto alto, sino alla fine. Sicuramente all’inizio della settimana sono stato fortunato, ma a partire dal match con Zverev sono cresciuto e contro Coric sono riuscito a venire a capo di una situazione complicata per il freddo e l’umidità. In finale era difficile giocare un tennis normale, per la tensione e per il vento. Credo che la chiave sia stata la mia capacità di giocare bene i punti decisivi. Non lo nego, è stata una brutta partita. Ma l’unica cosa che contava era portare a casa il risultato perchè nei mesi precedenti avevo toccato il fondo. Fino all’Australia penso di aver giocato anche piuttosto bene, ma gli ultimi due mesi sono stati veramente difficili. In allenamento sentivo buone sensazioni, poi in partita non mi riusciva proprio nulla. Così mi innervosivo, spaccavo racchette ed ero incazzato con me stesso. Avevo perso la pazienza e non mi perdonavo il livello del mio gioco. Avevo smarrito la voglia di lottare. Mi era già capitato di passare periodi così, ma forse con l’età questa volta non sono stato disposto ad accettarlo. Adesso sono fuori dal buio“.

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Il discorso poi arriva al Roland Garros: “Parigi è così lontana… Certamente non è un segreto che sia un sogno nel cassetto, lo apro ogni volta e poi mi tocca richiuderlo. Diciamo che questa volta mi piacerebbe aprirlo e scoprire che cosa c’è dentro fino alla fine. Ma uno Slam è diverso, devi tenere la condizione due settimane e devi essere fortunato con i sorteggi. Per il momento il Roland Garros non è un mio problema. E penso che tutti i tornei sulla terra europea abbiano un solo favorito, cioè Nadal. Il mio segreto? La famiglia, sono un marito felice, sono un padre felice, ho una moglie splendida e una meravigliosa famiglia. Cosa posso volere di più? Forse un secondo Masters 1000, adesso che ho cominciato… Ma c’è tempo. E anche altri progetti. Flavia ed io vorremmo un altro figlio. Quando ho scritto Fogna 2, qualcuno pensava fosse dedicato al secondo bebè in arrivo. Per adesso non ci sono novità, ma ci stiamo pensando. E sarebbe un dono grandissimo“.