Salvatore Sirigu è tornato in Italia dopo una lunga permanenza nel campionato francese. Il portiere del Torino si è dovuto riadattare ad alcuni usi e costumi del nostro campionato, con una pressione del tutto diversa rispetto alla Ligue 1. Sirigu, parlando alla Gazzetta dello sport, ha analizzato il momento del suo Torino e del calcio italiano più in generale:
“Dopo anni è stato difficile riambientarsi. Ho trovato tante polemiche fatte sul niente, senza capire come certe vittorie possano nascondere dei problemi o alcune sconfitte non siano negative a tutti i costi. Tutti dicono che bisogna ricostruire e poi non viene dato il tempo per farlo. E questo può valere anche per il Torino. Conta tutto. Anche l’ambiente intorno. Invece spesso si deve cercare un capro espiatorio. Juve? Siamo due squadre totalmente diverse. Da quando sono qui tutte le persone che incontro sono tifosi del Torino. La differenza forse è proprio questa. Anche quando vengono a trovarmi i miei mi dicono che la Juve è la squadra con più tifosi in Italia. Eppure nella sua città sono tutti granata. Strano”.
Sirigu ha parlato anche del ben noto attacco terroristico in quel di Parigi, nel quale perse due amici che si trovavano al teatro Bataclan per un concerto. Un momento senz’altro difficile per il portiere in terra francese:
“Ho perso due amici, Stephan Albertini e Pierre Innocenti. Mandai un messaggio a Stephan dopo che erano uscite le prime notizie. Pensavo fosse nel suo ristorante. Invece era appena morto in quel teatro.”
