L’arrivo di Larry Brown, qualche mese fa, aveva portato grande entusiasmo a Torino, pronta a fare il salto di qualità con un allenatore dalla dimensione mondiale. Quello che è accaduto nelle settimane successive però, forse, non se lo aspettava nemmeno lo stesso allenatore. Torino è sprofondata in un baratro all’apparenza senza uscita: in campionato 2 sole vittorie (arrivate con coach Galbiati!) e 8 sconfitte, in Eurocup addirittura 0 vittorie in 8 partite. Medie orribili che puntano dritte verso la strada dell’esonero. Non è solo una questione di risultati, o meglio, è una questione di come questi risultati siano arrivati.
Il gioco di coach Larry Brown è ormai superato: tiro da 3 neanche l’ombra, pick and roll assente, niente zona, poca tattica sia di squadra che applicata agli avversari. Tanti giocatori si sono lamentati a gran voce: il presidente Forni vorrebbe dare a Brown un’altra chance, l’a.d. Fiera e il responsabile prima squadra e globa scouting Soragna spingono per un cambio immediato. I problemi di salute di Brown, tornato negli USA per alcuni controlli medici, potrebbero ‘facilitare le cose’: la società vuole un confronto con l’allenatore e, se non si userà il termine ‘esonero’, ci si accorderà con una sorta di gentleman agreement con qualche mensilità pagata ed un addio volontario del coach sotto forma di rescissione consensuale. Per risollevare Torino dalla zona retrocessione i nomi caldi sono due: Stefano Pilastrini e soprattutto Gianmarco Pozzecco.

