Maurizio Sarri adesso può lasciarsi andare. Lo scudetto è ormai perso, il suo Napoli si appresta ad uscire di scena a testa altissima, forse con qualche rammarico, ma di certo sono più gli applausi da riconoscere al maestro rispetto ai rimpianti per una stagione quasi perfetta. Il tecnico ha parlato del suo futuro e della corsa allo scudetto che è terminata in quella serata di sabato quando tutta Napoli ha assistito inerme a Inter-Juventus. “Noi abbiamo giocato contro la Fiorentina con la morte nel cuore, il contraccolpo c’è stato, direi che lo scudetto l’abbiamo perso in albergo a Firenze. Se alla 35.ma giornata fai giocare le squadre allo stesso orario magari cambia qualcosa, gli episodi incidono: tra l’88’ di Inter-Juve e l’inizio della nostra partita contro i viola siamo passati dal possibile sorpasso al campionato finito”. Polemizza un po’ Sarri, dopo aver chiesto a gran voce di giocare in contemporanea le ultime gare.

Adesso però è giunto il momento di pensare al futuro, anche se il mister intende rimandare ancora ogni decisione: “Tra la fine del campionato e la scadenza della clausola sul mio contratto passano undici giorni, sono abbastanza per decidere. Di sicuro non mollo queste ultime due partite, non riesco: non potrei decidere a campionato ancora in corso. Se tutto questo finirà, voglio un ricordo per la vita di questa esperienza. Vediamo se presidente e direttore sportivo avranno più chiara l’evoluzione sui giocatori che prenderemo e quelli con clausola che possono andare via”. Lascia aperta ogni porta il buon Sarri, il quale alla fine ha spiegato anche la differenza tra Napoli e Juventus, parlando di un divario economico ben noto tra i due club: “Chiaro che i soldi fanno la componente tecnica: se io entro in un concessionario con 5 milioni di euro e tu con 500.000, io compro una macchina che va più forte. Con una rosa ridotta abbiamo avuto quattro infortuni per Milik e Ghoulam, siamo anche stati sfortunati colpendo più pali di tutti”.
