Arbitri sotto attacco, dura denuncia di Nicchi: “pallottole a me ed a Rizzoli! Sciopero? Ecco cosa chiediamo”

Il presidente dell'Aia Nicchi ha parlato oggi in conferenza stampa di quanto sta accadendo nel mondo arbitrale: minacce e proteste ingiuste

Dopo le voci di sciopero della classe arbitrale per il weekend di campionato del 14-15 aprile, il presidente dell’Aia Nicchi ha parlato in conferenza stampa. In primis va chiarito che non ci sarà alcuno sciopero, ma il tono di Nicchi è stato ugualmente deciso e gli argomenti trattati molto importanti. Violenza e minacce nei confronti degli arbitri, qualcosa davvero da condannare fermamente. Ecco le parole del presidente dell’Aia, sciopero scongiurato (per adesso):

Plichi con pallottole sono stati spediti al presidente dell’Aia, al vicepresidente e al designatore Rizzoli, episodi di estrema gravità. 100 arbitri costretti a ricorrere al pronto soccorso, ragazzi di 16, 17 anni. Si continua a picchiare, non lo possiamo accettare. Con i genitori che costringono i loro figli a smettere, e mettetevi nei loro panni. Tutto questo produce un calo di vocazioni. Mentre noi facciamo fronte a un taglio consistente del budget, 100mila euro per i raduni tecnici, fondamentali per la formazione degli arbitri. E così oggi in tutte le 209 sezioni arbitrali, sono gli associati a pagarsi tutte le spese. E mentre succede tutto questo, ecco che l’arbitro Di Bello, che ha diretto Inter-Milan, debba comparire in tribunale da un giudice di pace per presunti errori arbitrali dopo le denunce arbitrali dell’associazione consumatori (caso Lazio-Torino ndr). Ve li immaginate Ronaldo o Messi, o qualsiasi altro calciatore, che finiscono in Tribunale per aver fatto un errore o presunto tale? Noi chiediamo tre cose: un forte intervento antiviolenza, la liquidazione dei rimborsi (sinora tardivo) e libertà di gestione della nostra autonomia ”