“Dybala ha chiesto scusa, da ragazzo intelligente qual è, la società gli ha dato una responsabilità importante con la maglia numero 10 e quando manca Chiellini è il capitano della squadra. Ha avuto un atteggiamento non idoneo, non consono alle sue responsabilità, ma ha capito e il caso è chiuso“.

Massimiliano Allegri manda in archivio il caso del giocatore argentino, che non aveva nascosto la sua irritazione per l’esclusione di Parma: “ha sbagliato con le sue esternazioni, ma sono contento perché ha chiesto scusa a tutti. Serve rispetto per i compagni. Dybala non ha cambiato posizione, il suo gioco varia solo in base a chi gli sta accanto. L’anno scorso giocavamo con Higuain e Mandzukic, ora c’è Cristiano Ronaldo che ha caratteristiche diverse. Paulo gioca gli stessi palloni e nella stessa posizione. Inizia e chiude l’azione, quest’ano qualche tiro sta andando male. Magari azioni di questo tipo ce ne sono di meno, perché CR7 è un giocatore diverso rispetto a Higuain e Mandzukic. In una squadra un giocatore compensa l’altro”. Sull’incidente di Douglas Costa: “ha avuto una stagione con poco equilibrio, devono essere bravi a gestirsi dentro e fuori dal campo. Ciò che è successo lunedì è vita privata, quindi non posso dire nulla. Poi l’incidente sono cose che capitano, fortunatamente non ci sono state conseguenze“.

Non mancano le indicazioni di formazione: “sugli infortunati siamo a buon punto, tornerà a disposizione la BBC. Sono stati crocifissi i difensori attuali di adesso nonostante siamo la miglior difesa del campionato, perché magari ci si aspetta che vinciamo tutte le partite 3-0. Su Dybala, sono in dubbio lui e Bernardeschi: uno dei due gioca. Se scelgo Bernardeschi gioca anche Khedira, altrimenti gioca Bentancur o Emre Can. Sami ha avuto qualche problema fisico, ma è rientrato bene, mentalmente è fresco anche perché nella prima parte di stagione non l’abbiamo mai avuto. È un giocatore di alto livello. Sono contento di come stiamo fisicamente, stiamo migliorando: la condizione fisica è in crescita ed è un buon segnale, ma dobbiamo smettere di ripetere ogni giorno “la Champions, la Champions, la Champions”. Noi abbiamo un campionato da giocare e vincere, poi penseremo anche alla Champions”.
