Non poteva esserci un Mondiale senza Lionel Messi. Sarà senza l’Italia, senza l’Olanda e senza il Cile, non è poco, ma non poteva mancare anche il calciatore più forte del mondo, uno dei più grandi della storia. L’Argentina si è qualificata soffrendo da matti, ma alla fine ha staccato il pass e adesso si propone come una delle favorite per la kermesse iridata russa. In un’intervista rilasciata al sito della Fifa, il numero 10 dell’Albiceleste parla delle avversarie del gruppo D, dell’Islanda (“può sembrare facile, ma sono duri e ordinati in difesa“), della Croazia (“ti lascia giocare di più, ma ha grandi giocatori“) e della Nigeria (“sono imprevedibili“) e di un’Argentina che arriva al Mondiale:
“in buone condizioni, in crescita. Abbiamo avuto un momento difficile nelle qualificazioni, non lo meritavamo perchè certe partite, come quelle con il Venezuela e il Perù, meritavamo di vincerle e alla fine ci siamo dovuti giocare tutto con l’Ecuador con un allenatore, Sampaoli, che era con noi da appena 4 partite. Abbiamo accumulato tensioni e timori, adesso sarà tutto diverso. Le eliminatorie sudamericane sono molto difficili, lo dimostra la mancata qualificazione del Cile”.
L’Argentina ce l’ha fatta e si presenta in Russia da vice-campione del mondo, visto che nel 2014, in Brasile, ha perso la finale con la Germania.
“Una ferita che non si chiuderà mai, credo che bisognerà convivere con quel ricordo molto chiaro e altrettanto amaro. Se non ci fossimo qualificati sarebbe stato un colpo molto duro per tutti, in primis per noi giocatori e per me, non so come avrei reagito, ma la stessa cosa vale per gli argentini, restare fuori sarebbe stato uno dei momenti storici peggiori per il Paese. Non so se è stata la mia partita migliore, ma so che è stata molto importante e che è stato bello vincere. ‘Il calcio deve un Mondiale a Messi?’ Sì ho sentito dire, Sampaoli lo ha detto anche a me. Cosa penso? Spero che il calcio paghi il suo debito”.

