A tutto Rui Costa: “Paquetà volevo portarlo al Benfica, Piatek non è Sheva. Ronaldo? Lui può tutto”

L'ex giocatore rossonero ha parlato dell'attuale momento del Milan, soffermandosi poi anche su Cristiano Ronaldo

Il match tra Liverpool e Milan Glorie ha dato la possibilità a Rui Costa di riassaporare il passato, rivedendo vecchi amici con cui ha condiviso momenti bellissimi della propria carriera.

Jonathan Moscrop

Il portoghese ha sfruttato l’occasione per rispolverare ricordi e dolci sensazioni, intervenendo ai microfoni della Gazzetta dello Sport per parlare anche dell’attuale momento del Milan e degli arrivi di Paquetà e Piatek: “è normale che si vivano momenti di difficoltà, si va a cicli, pensi a quello che accade al Real Madrid. Io ho vissuto 5 anni con la maglia del Milan in una squadra che si preparava a vincere e poi ha vinto tutto. Sono molto fortunato. Il club rossonero ha cambiato gestione, ha bisogno di tempo. Ora è in condizione di tornare in alto, con un allenatore che conosce la storia del club. Rino avrà un grande futuro. Ha fatto bene il Milan a sceglierlo e credo che raggiungerà il traguardo, che prima di tutto è tornare a giocare in Champions. Ho seguito Paquetà in Brasile, visto il mestiere che faccio, lo conosco bene. Ha grandissime qualità, avrei voluto portarlo al Benfica, ma non ho potuto ingaggiarlo: già troppo caro per un club portoghese. Ha qualità e l’età per crescere ed evolversi in un calcio difficile come quello italiano. Non somiglia per niente a Kakà. Sarà se stesso come è giusto che sia. Kakà faceva il trequartista, ma aveva anche una potenza che raramente, forse mai, si è vista in un giocatore in quella posizione. Era anomalo, era Kakà. E Paquetà è Paquetà: l’ho visto fare la mezzala, tecnicamente è molto forte, ha un mancino stupendo, di velluto“.

Spada/LaPresse

Diverso il discorso per Piatek: “lo conosco meno di Paquetà, ma ci vuol poco a dire che è un grande attaccante. Mi ha sorpreso la sua capacità di adattamento: ha fatto pochi mesi nel Genoa, tanti gol, si poteva pensare che il passaggio al Milan, un club diverso con una storia diversa e una pressione enorme, fosse complicato, o almeno che gli servisse tempo. Invece niente: è arrivato, ha segnato parecchio, anche in partite importanti, sembra che sia lì da una vita. Impressionante. Però anche in questo caso fare paragoni è inutile. Piatek non è Sheva né nessun altro, ma ha portato soluzioni diverse all’attacco del Milan e risolto molti problemi. Ho avuto la fortuna di giocare con grandi attaccanti e posso dire che averli in squadra calma i nervi. Quando la partita non si risolveva, con Sheva, Kakà o Inzaghi sapevi che avevi dalla tua parte uno che prima o poi la metteva dentro, perché uno di loro il gol lo faceva. Piatek non è Sheva o Inzaghi, ma fa gol e risolve problemi“.

Marco Alpozzi/LaPresse

Il discorso poi si sposta su Ronaldo: “se Cristiano è in serata, si può fare. Certo la Juve non è solo lui, è una squadra di campioni. Ma avere uno come Cristiano ti dà fiducia. Da giovare era un fenomeno. È arrivato bambino, un ragazzo bravissimo, lo guardavi e sapevi cosa sarebbe diventato. Cristiano ha una grinta, una voglia di arrivare non si sa dove, va oltre ogni limite. Abbiamo capito subito che sarebbe diventato una stella, ma continua a meravigliarci: se pensi a quello che fa ora che ha 34 anni, capisci che è pazzesco. E’ un grande orgoglio averlo, se pensiamo che un piccolo Paese come il Portogallo ha vinto l’Europeo. Abbiamo avuto Figo e Eusebio Palloni d’oro, e Cristiano ne ha già 5. Quanto potrà andare avanti? Chi lo sa? Con la sua forza mentale difficile fare previsioni. La Juve era tra le favorite anche prima per la Champions, adesso ancora di più. Ci sono tante squadre forti in gioco, ma con Cristiano tutto è possibile. Perché per lui tutto è possibile“.