Cosa si può fare contro la crisi della Formula Uno? Il direttore generale e responsabile sportivo del Circus, Ross Brawn, parla prima del Gran Premio di Singapore e palesa le ‘strategie’ da apportare prima che sia troppo tardi. “La cosa a cui finora si è dato poco risalto riguarda le regole più stringenti introdotte dalla Federazione per l’ottenimento della Superlicenza. – ha spiegato Brawn a Gazzetta dello Sport – Oggi per essere qualificati a correre in F.1 bisogna ottenere grandi risultati in F.2, F.3 o GP3, e questo comporterà l’eliminazione di qualsiasi “pay driver” di scarso talento in futuro, anche se occorrono almeno due-tre anni perché il nuovo sistema produca risultati. Noi vogliamo i migliori piloti al mondo”.

“Bisogna migliorare i guadagni di tutti i team. – ha continuato – Oggi alcuni sono costretti ad accordi commerciali per reperire i budget e quindi a valutare i piloti anche per gli sponsor che portano. Dobbiamo far sì che non si trovino con questa urgenza. I giovani talenti abbondano. Non è stato sempre così. Abbiamo Verstappen, Leclerc, Ocon, Gasly, Norris e altri in arrivo, ma non possiamo sistemarli tutti (è di ieri la notizia che Mercedes non rinnoverà il contratto a Wehrlein dopo averlo parcheggiato nel Dtm; n.d.r.). Lo stesso Russell cosa farà nel caso vinca il titolo di F.2? È impensabile che cinque piloti vadano via ogni anno per fare posto ad altrettanti. C’è un blocco, ma non è un problema facile da risolvere”.

“Non credo sia una soluzione. – dice poi Brawn sull’introduzione della terza macchina per team – Con la differenza di prestazioni che c’è ora fra i tre “top team” e gli altri, avremmo sempre le stesse 9 macchine davanti. Dobbiamo trovare una strada più intelligente. Mi auguro che nei prossimi anni ci siano più squadre in F.1 e più sedili disponibili. Ma occorrono team di alto profilo. Vorrei si potessero esprimere più liberamente. La pressione arriva dalle squadre, preoccupate da regole e accordi con gli sponsor. Ma l’esempio della Red Bull, che non mette paletti ai piloti, ha fatto in modo che lì ci siano due grandi personalità. Di Verstappen sappiamo quanto sia libero nei commenti (ride; n.d.r.) e Ricciardo è un personaggio. Vogliamo incoraggiare i piloti ad avvicinarsi ai tifosi, anche attraverso i social, da tutte le nostre ricerche è quello che la gente chiede”,

L’ex dirigente di Ferrari e Mercedes infine parla del progetto “F1 in Schools”: “non troveranno certo tutti un lavoro come ingegneri in F.1, ma motivare i ragazzi e farli competere in squadra è una lezione importante. Abbiamo coinvolto 1,3 milioni di studenti, vogliamo che aumentino”.
