Roma, Di Francesco: “la svolta? Con una sconfitta. Così è cambiata la mia squadra”

L’allenatore giallorosso parla del momento attraversato dalla squadra. Di Francesco svela: “così è cambiata la mia Roma”

Di Francesco Roma
Di Francesco, Roma, stipendio: 2 milioni di euro a stagione -LaPresse/AS Roma/Luciano Rossi

Ha vinto lo scetticismo e ora Roma sogna con lui, anche in Europa. Eusebio Di Francesco vede giorno dopo giorno la sua creatura prendere forma e non gli interessa togliersi qualche sassolino dalla scarpa davanti a chi storceva il naso sul suo ingaggio. “Guardo sempre avanti, non a quello che è stato, abbiamo creato una bella atmosfera e questa è la cosa più importante in un ambiente di lavoro – la riflessione del tecnico ai microfoni di Roma Radio – Quando uno va a lavorare con piacere, il resto viene da sé”. Di Francesco, nel tornare a Roma da allenatore, si era promesso di “essere sempre me stesso, di portare il mio metodo senza stravolgere e cercando di far capire quello che volevo. La fortuna è che certe idee sono riuscite a entrare prima nella testa dei calciatori ma anche l’ambiente ha capito che cerco di costruire, non di distruggere, e mi auguro sia sempre così, vittorie e sconfitte vanno trattate allo stesso modo. Anzi, le sconfitte possono essere salutari, in certi contesti possono far svoltare, come ci è successo col Napoli: nel secondo tempo potevamo pareggiare ma dal punto di vista mentale quella sconfitta e’ stata un cambio di rotta, ci ha dato qualcosa“.

Di Francesco, Roma
LaPresse/AS Roma/Luciano Rossi

Ottimo anche il rapporto con la rosa: niente musi lunghi e tutti disponibili ad accettare il turnover imposto dal tecnico. “Un calciatore vuole chiarezza dall’allenatore, coerenza in quello che fa, e le competenze diventano importanti, devi far vedere loro che hai conoscenza. Non si giudica un allenatore dalla domenica ma dal percorso settimanale – spiega – Un allenatore, poi, ha una formazione tipo, di partenza, ma in tutti i giocatori c’e’ un percorso di crescita tale che a volte i titolari iniziali vengono superati. I giocatori hanno capito non solo il turnover ma che conta di più il gruppo, più il risultato di squadra che il singolo. Di Francesco ribadisce che ora “non bisogna accontentarsi, oggi ancora di più. A Roma spesso si va oltre il momento, ci si esalta con troppa facilità, ma ogni giorno dobbiamo dimostrare di essere validi”. E questa Roma può ancora crescere: “possiamo migliorare nella ricerca delle verticalità, certe giocate magari vanno forzate. Una squadra che in due partite crea quasi 60 tiri in porta qualche gol in più lo può fare, ce l’abbiamo nelle corde”. (ITALPRESS).