River-Boca, la Conmebol tuona: “Nel calcio non si vince con pietre o aggressioni ma sul campo”

Boca Juniors e River Plate attendono di conoscere la data dell'incontro di ritorno della finale di Copa Libertadores, intanto la Conmbol alza la voce

In attesa dell’incontro di oggi in Paraguay della Conmebol coi vertici di Boca Juniors e River Plate, il presidente della Confederazione calcio sudamericana, Alejandro Domínguez, ha scritto una lettera aperta per tornare sui gravi episodi di violenza di sabato scorso allo stadio Monumental di Buenos Aires con la decisione di sospendere la finale di ritorno di Coppa Libertadores tra i due club argentini. “Nel calcio non si vince con pietre o aggressioni ma sul campo“. E rivolgendosi ai presidenti dei due club, Daniel Angelici e Rodolfo D’Onofrio, in vista dell’incontro che dovrà decidere come uscire dall’impasse, il n.1 della Conmebol esorta i dirigenti a “comprendere come la responsabilità che hanno nelle loro mani va ben oltre la semplice difesa dei loro colori e degli interessi dei loro club“. “Prima di tutto c’è una responsabilità nei confronti del calcio sudamericano spesso svalutato e criticato nei nostri paesi, ma apprezzato nel resto del mondo“, conclude Domínguez. Le posizioni delle due società restano distanti, il Boca chiede la vittoria a tavolino mentre il River (forte del 2-2 dell’andata in trasferta) vuole giocare la gara di ritorno. (Int/AdnKronos)