Il calcio italiano è nuovamente costretto a fare i conti con uno scandalo che movimenterà le prossime settimane, forse anche mesi. Non c’è estate che si rispetti in Italia, senza uno scandalo calcistico a scandire i giorni estivi. Che tristezza. Quest’anno abbiamo a che fare con due casi caldi. In primis quello legato al Chievo Verona, forse il più grave dato che l’accusa della Procura federale è di plusvalenze fittizie in collaborazione con il Cesena. Il club del patron Campedelli è stato deferito ed ora dovrà affrontare un processo che potrebbe portare ad un notevole scossone. Chiuse le indagini, ancora ovviamente è prematuro stabilire quali saranno le pene per il club, ma si parla anche di una possibile retrocessione in Serie B, tanto che il Crotone ha già iniziato a mobilitarsi.
Il caso Parma e gli sms ‘sospetti’

Il Chievo non è l’unico club a rischiare grosso. Anche il Parma sta vivendo una situazione molto delicata, a causa di alcuni sms che Calaiò ha inviato ai colleghi dello Spezia per ‘intenerirli’ prima della gara che è valsa la promozione al club ducale. Sembrano essere messaggi non gravissimi, ma chiaramente esiste un regolamento rigido in tal senso e dagli sms è difficile intuire il “tono” scherzoso di Calaiò. Insomma, altra situazione da monitorare con attenzione, come sta facendo il Palermo di Zamparini, il patron ha già rivelato di vigilare sul caso Parma. In tutto ciò c’è da valutare una questione molto importante, vale a dire i tempi utili per arrivare ad una soluzione dei due casi sopracitati. Il rischio è sempre il solito. Squadre nel limbo per tutta l’estate, senza sapere a quali campionati parteciperanno. Processi lunghi, complessi, tifosi sballottati, calciomercato ‘incerto’ dato che alcuni club non sanno attualmente in che serie giocheranno. Per due club che tremano, ce ne sono almeno 4-5 che sognano. A tutto ciò si somma l’incredibile estromissione del Milan dalle coppe europee, altro evento tragico per il nostro calcio. Insomma, solito tran tran estivo, purtroppo ci siamo ormai abituati.
