Non le manda a dire Cesare Prandelli. L’ex commissario tecnico dell’Italia torna a parlare della situazione attuale del movimento calcistico azzurro, uscito distrutto dalla mancata qualificazione al prossimo campionato Mondiale. Queste le sue parole rilasciate a Il Mattino:
LaPresse/Fabio Ferrari
“Non ho avuto il coraggio di chiamare Ventura, immagino quello che ha passato, non è bello essere considerati il colpevole di tutto. Ma lui non è il solo responsabile: c’è un sistema che non funziona da tempo. Dimissioni? E lo rifarei. Ero il responsabile del progetto tecnico e uscendo al primo turno era giusto andare via, senza esitazione. Però in Italia quando qualcuno si assume le proprie responsabilità, pare che salvi tutti gli altri. E così nessuno si è sentito in dovere di fare autocritica. E così si sono persi tre anni. “I club devono cominciare a pensare alla Nazionale per cinque minuti al mese. Sembrano pochi, ma non lo sono. Fanno tutte queste riunioni, ma dell’Italia non parlano mai. Pensiamo che la colpa sia degli stranieri: piuttosto, perché dopo 4-5 anni che giocano nei nostri vivai non li facciamo diventare italiani, come succede altrove? Le selezioni tedesche sono piene di ragazzini di origini turche, in Svizzera non ne parliamo, così in Francia e in Belgio…”.