NBA, ecco perchè Philadelphia adesso fa davvero paura ad Est

I Philadelphia 76ers continuano a sorprendere macinando vittorie su vittorie e puntando ad una post season da protagonisti assoluti

Philadelphia sta sorprendendo tutti. La squadra di coach Brett Brown, dopo le trade del mese di febbraio, ha intrapreso un cammino incredibile che ha proiettato i Sixers verso i playoff, addirittura con ottime possibilità d’avere il fattore campo a favore nel primo turno ad Est. Sì perchè Phila sta duellando con Cleveland per la terza piazza grazie alle 11 vittorie in fila messe a segno (striscia aperta), inseguita dai Pacers attualmente ad una gara “e mezza” di distanza. Insomma, la corsa ai piazzamenti di lusso nella post season è apertissima, ma quali sono le chiavi di questi Sixers? Innanzi tutto in vista dei playoff, bisogna valutare le condizioni di Embiid, vero trascinatore della squadra assieme a Simmons. Due giovanissimi capaci già di dare solidità ad una squadra d’alto livello. Embiid è troppo importante per questo gruppo, data la sua capacità di aprire il campo giocando da 5, ma anche di garantire qualche possesso in post e da rollante devastante qual è, oltre ad intimidire in fase difensiva. Probabilmente il giovane centrone tornerà a disposizione di Brown dopo il problema all’occhio, chissà se per il primo o solo per il secondo eventuale turno dei playoff.

simmons nba
LaPresse/Reuters

La palla in mano ce l’ha quasi sempre ‘mister tripla doppia’, Ben Simmons. Dopo tanti problemi fisici addirittura qualcuno aveva dubitato relativamente al reale valore dell’ex prima scelta, ma adesso è uscito allo scoperto mostrando tutto il suo talento. Senza tiro dall’arco riesce comunque a dare fluidità all’attacco. Giocando da play costringe le avversarie ad accoppiamenti anomali e poi il tiro da 3 non rappresenta un problema dato che attorno a Simmons gravitano veri e propri specialisti capaci di far molto male. In primis Redick e Belinelli, ma anche Covington e Ilyasova hanno percentuali rispettabilissime dall’arco. Quando le rotazioni si accorceranno per la post season, Brown dovrà scegliere se affidarsi a Fultz oppure a McConnell per il ruolo di playmaker d’impatto dalla panchina, con il primo favorito qualora le condizioni della spalla fossero soddisfacenti. Per quanto concerne i lunghi Amir Johnson sa cosa fare nei pochi minuti d’utilizzo. Infine c’è lui, l’uomo che vive un po’ nell’ombra ai Sixers, ma che a nostro parere è il più importante di tutti: Dario Saric. Per noi europei forse non è stata una sorpresa, negli States invece non si aspettavano questo impatto: 15 punti, 7 rimbalzi e 2.5 assist di media. I numeri sono eccellenti, ma dicono forse troppo poco del valore di questo giocatore. Utilizzato da 4 al fianco di Embiid è il vero crack dei Sixers, capace di difendere su tanti “atipici” avversari e di attaccare con qualità ed un 40% dall’arco che non guasta affatto. Insomma, questi Philadelphia fanno un po’ paura, nessuno vorrebbe affrontarli. Non ci stupiremmo di vederli in finale ad Est, sempre se Embiid sarà a disposizione del coach…