E’ tutto pronto a Siena per lo spettacolo della Strade Bianche. Nonostante in Toscana le province di Pistoia e Siena siano zone rosse fino a domenica 7 marzo, compresa, la competizione ciclistica si farà: 184 km per gli uomini e 136 per le donne, per il grande evento sportivo targato Rcs.
Ma quando è nata questa appassionante sfida e da dove deriva il suo nome? Scopriamolo insieme.
Storia della Strade Bianche

La corsa è nata nel 2007 e, dunque, quest’anno si corre la 14ª edizione. In principio la Strade Bianche, organizzata sempre da Rcs, si chiamava Monte Paschi Eroica, ma dopo solo due edizioni il nome fu cambiato con quello attuale.
Perchè ‘Strade Bianche’? Il nome dell’evento sportivo di Rcs nasce dal percorso di alcuni settori della competizione proprio di “strade bianche”, ovvero strade sterrate, tipiche delle campagne toscane. E’ questo a rendere speciale la corsa in line ache si svolge ogni marzo in provincia di Siena.

“La classica del Nord più a Sud d’Europa“, è questo il soprannome della Strade Bianche, che presenta nel suo percorso caratteristiche tipiche delle più famose classiche del nord: della Parigi-Roubaix ha i lunghi tratti di strade dissestate, del Giro delle Fiandre ha invece i tanti ‘muri’, ovvero tratti con pendenza davvero importante.
Nelle prime sette edizioni i corridori sono partiti da Gaiole in Chianti, ma nel 2014 e 2015 il via è stato situato a San Gimignano. Nel 2016, poi, la gara è partita e si è conclusa a Siena, dove sin dalla prima edizione della Strade Bianche c’è stato l’arrivo della corsa.
Dal 2017 la Strade Bianche fa parte del calendario UCI World Tour, e solo dal 2015 esiste la sua versione al femminile.

I corridori più adatti a giocarsi la vittoria finale sono i passist: quelli resistenti in collina e con un fondo consistente. Il campione in carica è Wout van Aert, ma a detenere il record di vittorie è Fabian Cancellara, che dopo la vittoria nel 2016 è diventato il primo ciclista ad aver conquistato ben 3 successi in questa competizione. Grazie al suo record, la Strade Bianche ha ora un tratto di strata sterrata, il settore di Monte Sante Marie, intitolato proprio a Cancellara.
Strade Bianche 2021
Percorso molto mosso e ondulato sia sul piano planimetrico che altimetrico, privo di lunghe salite, ma costellato di strappi più o meno ripidi specie su sterrato. Sono presenti circa 63 km di strade sterrate divise in 11 settori (dei quali 8 sono in comune con la corsa femminile) con fondo ben tenuto, ben battuto, privo di incursioni erbose e con scarso brecciolino sulla superficie. Partenza da Siena (zona Stadio/Fortezza Medicea), primi chilometri ondulati su asfalto per raggiungere, al km 18, il 1° settore sterrato (2.1 km) perfettamente rettilineo sempre in leggerissima discesa. Pochi chilometri separano dal 2° settore (5.8 km), prima vera asperità della corsa con un breve tratto in leggera discesa e un lungo tratto in salita, a volte con pendenze attorno e oltre il 10%. Si raggiunge quindi Radi dove si incontra il 3° settore (4.4 km, si tratta della seconda parte del primo sterrato del percorso delle origini) e subito dopo il 4° settore “La Piana” (5.5 km, presente sin dalla prima edizione, l’ex-secondo settore del percorso in origine) altimetricamente meno impegnativo che porta a Buonconvento. Pochi chilometri dopo si affronta la salita di Montalcino, la seconda asperità di giornata (4 km, 5%). Dopo Torrenieri, iniziano il 5° (11.9 km) e 6° (8.0 km) settore, che sono intervallati da solo 1 km di asfalto, entrambi impegnativi, ondulati, molto nervosi e con parecchie curve e saliscendi. Dopo il secondo passaggio in Buonconvento è posto il rifornimento fisso nella zona di Ponte d’Arbia prima di giungere a Monteroni d’Arbia. Qui inizia il 7° settore sterrato di San Martino in Grania (9.5 km) in mezzo alle crete senesi. Un settore sterrato lungo e con un susseguirsi di leggeri saliscendi nella prima parte per concludersi con una scalata a curvoni che immette nuovamente nell’asfalto. A Ponte del Garbo (Asciano) inizia l’8° settore sterrato (11.5 km, il più impegnativo della corsa), prevalentemente in salita e caratterizzato da notevoli saliscendi, tra i quali vanno citati quelli in prossimità di Monte Sante Marie che raggiungono bruscamente sia in salita che in discesa pendenze molto elevate (su brevi distanze). Dopo Castelnuovo Berardenga si incontra un brevissimo sterrato di 300 m in piano prima di affrontare, dopo Monteaperti, il 9° settore di soli 800 m, ma con uno strappo sterrato con pendenze a doppia cifra. Si ritrova poi l’asfalto a Vico d’Arbia e si supera sempre su asfalto Pieve a Bozzone. Si affronta quindi il 10° e penultimo settore (2.4 km) sulla strada in salita di Colle Pinzuto (pendenze fino al 15%). Pochi chilometri dopo è posto l’11° e ultimo tratto sterrato (1.1 km) con una sequenza di discesa secca seguita dal una ripida risalita (pendenza max 18%) che si conclude alle Tolfe. Al termine restano poco più di 12 km all’arrivo a Siena nel Campo.
Ultimi KM
Gli ultimi km si snodano per la prima parte all’esterno dell’abitato di Siena su strade larghe e lunghi rettifili collegati tra loro da ampie curve, prima in discesa e poi in leggera salita fino ai 2 km dall’arrivo dove viene imboccata la via Esterna di Fontebranda con pendenze fino al 9%. A 900 m dall’arrivo si supera la Porta di Fontebranda e inizia la pavimentazione lastricata. La pendenza supera il 10% fino a raggiungere attorno ai 500 m dall’arrivo, in via Santa Caterina, punte del 16%. Segue una svolta decisa a destra nella via delle Terme e l’immissione in via Banchi di Sotto. Dai 300 m la strada è sempre in leggera discesa. Ai 150 m svolta a destra in via Rinaldini. Ai 70 m si entra nel Campo, ultimi 30 in discesa al 7%, traguardo pianeggiante.
