MotoGP, Valentino Rossi duro: “i giovani non hanno più rispetto, ma se reagisci le polemiche ti sfiniscono”

Valentino Rossi ha ammesso come i giovani piloti di oggi non abbiano più rispetto per i più esperti, portando come esempio il caso di Brad Binder

Non è stato un inizio di stagione positivo per Valentino Rossi, costretto ad un anonimo dodicesimo posto nel primo Gran Premio del Mondiale 2021, tenutosi domenica scorsa in Qatar.

Il circus delle due ruote rimarrà a Losail anche in questo fine settimana, per un back to back che non lascia tranquillo il Dottore dopo quanto avvenuto in pista pochi giorni fa. A preoccupare il pilota della Yamaha è soprattutto il decadimento in gara della gomma posteriore, che ha causato il crollo di prestazioni della M1 nel GP del Qatar: “proveremo a cambiare qualcosa nel setting della moto per migliorare il grip e la durata della gomma posteriore” le parole di Valentino Rossi.

Delusione Petronas

Non solo Valentino Rossi, anche Franco Morbidelli ha faticato e non poco domenica scorsa, completando la disastrosa giornata della Petronas: “ci siamo parlati, ma non ce l’abbiamo fatta a farci coraggio. Tutti e due eravamo molto delusi, perché ci aspettavamo di più dalla gara. Ognuno ha avuto i suoi problemi e lavoreremo per cercare di essere più forti, perché ci aspettiamo di essere più competitivi” l’ammissione di Rossi. “Abbiamo fatto dei piccoli miglioramenti perché la Yamaha ha portato un telaio nuovo che curva un pochino meglio e questo era importante. Secondo me, però, vedremo il suo reale potenziale nelle piste più strette, perché qua in Qatar sono tutte curve a medio e largo raggio, anche se la moto sembra più facile da guidare“.

25° anniversario

Foto di EPA/Kai Foersterling / Ansa

In questa settimana Valentino Rossi ha festeggiato 25 anni dalla prima gara nel Motomondiale, un’occasione per il Dottore per sottolineare le differenze tra il 1996 e il 2021: “quando ero giovane, c’era un approccio molto diverso rispetto ad oggi. I piloti più giovani avevano un grande rispetto per quelli più esperti rispetto ad oggi. Ma credo che sia una cosa generalizzata a tutto il mondo, che non riguarda solo la MotoGP. Ci sono tanti piloti che guidano pulito e con rispetto per l’avversario. Altri, come Binder, guidano in maniera più decisa e senza pensare troppo al loro rivale. Se provi a chiudere la linea, lui molla i freni e ti spinge fuori dalla pista. Ma oggi è così. Forse in questo caso la parola rispetto è un po’ troppo. E’ difficile capire il limite, perché in passato capitava di toccare altri piloti, ma provavi sempre ad evitarlo. Oggi ci sono alcuni piloti che pensano solo alla loro gara“.

Politically correct

Infine, Valentino Rossi ha confermato come adesso non ci siano più gli scontri degli anni ’90, ma i piloti preferiscono evitare di trascinare questioni fuori dalla pista: “l’ho vissuto anche sulla mia pelle, perché è tanto tempo che corro. Adesso la situazione è cambiata, ci sono molte più telecamere, molta più pressione da fuori e non ci si può più comportare così, perché se si fa una cosa sincera e sanguigna come negli anni ’90 partono delle polemiche che ti sfiniscono per qualche settimana. Bisogna essere o fare finta di essere politicamente corretti, perché il mondo va così. Oppure si può farla più da furbi, ma i vecchi tempi sotto questo punto di vista ho paura che non torneranno più“.