Pablo Daniel Osvaldo, ex attaccante di Juve, Inter, Roma e Fiorentina, ha deciso da tempo di abbandonare il mondo del calcio per dedicarsi alla musica. Il neo cantante di un gruppo rock, ha rilasciato un’intervista al settimanale Fuorigioco, nella quale ha rivelato alcuni retroscena della propria carriera ricca di alti, bassi e follie.
Osvaldo è partito da un parallelismo molto particolare tra il pubblico calcistico e quello musicale: “A chi viene a sentirti bisogna dare qualcosa. La grande differenza è che se uno viene al tuo concerto e non gli piace come suoni e canti non torna, ma è chiusa lì. Nel calcio si è persa la misura. Conta la squadra e se sbagli un gol ti crocifiggono. Non è che perché un calciatore guadagna bene ed è un personaggio pubblico gli puoi dire di tutto. Se mi incontri per strada e mi insulti, io ti meno“.

La celebre rissa con Icardi sarebbe potuta finire anche peggio: “Se rifarei la sceneggiata a Icardi? Troppo facile dire no adesso. Se non ci fosse stato Guarin a fermarmi probabilmente a Mauro davo un cazzotto in mondovisione. In quel momento ci stava. Poi Mancini fu costretto a chiedere la mia cessione, altrimenti avrebbe perso il controllo del gruppo“. Sul periodo alla Juve, Osvaldo ha le idee chiare: “Poca Libertà? No è diverso, alla Juve sono stato bene, è normale che ti venga richiesto di rispettare certe regole anche per una questione d’immagine del club. Se non lo capisci, il problema sei tu“. Infine lodi per Conte, che vorrebbe sulla panchina dell’Argentina: “Gli allenatori a cui sono legato? Zeman, Pochettino e Conte. Antonio è il più grande, non solo a livello tecnico-tattico. Uno che ti dice le cose in faccia, ma che sa anche ascoltare. Se hai le palle, gli dici che non sei d’accordo con lui, ti manda a quel paese ma poi elabora e nel caso ti dà ragione. Non ha una panchina? Una sua scelta. Aspetta l’occasione giusta. Sarebbe stupendo se diventasse l’allenatore dell’Argentina. Almeno con lui torneremmo a vincere il Mondiale!”.
