Olimpiadi Invernali 2018 – Alla scoperta di Akwasi Frimpong, il ghanese atipico arrivato a PyeongChang grazie alle… aspirapolveri

Arrivato in Olanda all'età di 8 anni, Akwasi Frimpong si è guadagnato la possibilità di partecipare alle Olimpiadi Invernali nello skeleton pagandosi da vivere vendendo aspirapolveri

AFP/LaPresse

Una storia da raccontare, aneddoti forti e importanti per capire come lo sport possa davvero regalare momenti unici e commoventi. Akwasi Frimpong è un ragazzo di 31 anni riuscito a coronare il sogno di partecipare ad una Olimpiade, lo farà a PyeongChang nei Giochi che stanno per iniziare. Una vita difficile quella di questo atleta ghanese, trasferitosi in Olanda all’età di 8 anni con la madre. Un’adolescenza di stenti, caratterizzata dalla paura di essere espulso dall’ufficio immigrazione olandese. La preoccupazione per la sua situazione sociale non lo ha però scoraggiato, spingendo Akwasi a lanciarsi nello sport. Un infortunio gli impedì di qualificarsi come sprinter a Londra 2012, provando poi a emergere nel bob come frenatore del 4 olandese, a Sochi 2014 però venne scelto come riserva. A quel punto ecco la folgorazione skeleton, sport con cui finalmente è riuscito a strappare il pass per PyeongChang 2018 con il Ghana.

“Dopo aver fallito col bob, andai in cerca di un lavoro temporaneo per pagarmi le ricariche del telefono. Mi misi a vendere aspirapolvere, porta a porta. Prima di scendere a pancia in giù con la testa in avanti ti chiedi: ‘Dio mio, morirò?’. Ti sembra quasi di vedere la tua bara che ti aspetta all’arrivo”. Tornando al suo casco, Akwasi svela il significato del leone e del coniglio, una spiegazione per nulla banale: “quando ero un un immigrato irregolare in Olanda, il mio vecchio allenatore mi disse: ‘Ci sono un leone e un coniglio in una gabbia, la porta si apre e il coniglio tenta di scappare’. Capii che io ero il coniglio e il leone era l’ufficio immigrazione olandese, che voleva espellermi”.

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